Non molti sanno che i miei esordi letterari di CasalCrudo, alias Casalecchio DueMaroni, furono stilnovisti. Eccone la prova: una poesiuola trafugata da un cassetto della sua camera. Sapete com’è: a sedici anni ci si muove sulle orme dei maestri … …
Me ne andava pel tortuoso calle / che un dì menava i paesani da valle / le vacche a trombare nelle stalle / ne’ giorni in cui bene non fosse / alle bone villane unirsi nelle fosse. // Di camminare e ricordare stanco / mi risolsi a novellar col canto / dell’ibride unioni il turpe incanto / quando smarrimmi in una selva oscura / e sentii nel culo cosa dura / che di bastone avea la forma chietta / e lo sfintere dilatassi a guisa di barchetta. // Era X* in cerca di un rapporto / per dimostrare che ‘l suo dio non era morto / grugnendo come suol fare l’animalle / anch’egli se n’andava pel tortuoso calle / e colle lunghe dita grattatasi le palle.
* qui compariva il nome del vicino di banco, oscurato per rispetto della privacy