Non solo Casalecchio

sabato, agosto 28, 2004

 

Il sindaco del localo non te lo metto. Scordatelo!

Però, voglio dedicare questa musica e questo post a Blanco che ho conosciuto da poco ma mi è stato quasi subito simpatico (a parte il suo primo sms di risposta che mi ha fatto… che gli avrei sfondato il cranio con il cric) ed ora lo considero un blog-amico. Quando e se ci vedremo mai, dopo un paio di “cuzzettate”, penso anche che sarà un amico.

Lo dedico alle sue telefonate, ai suoi post semestrali e mestruali, ai suoi commenti da testa di cazzo ed anche alle capperate che scrive e che mi dice per telefono (l’ultima? <<Prendiamo possesso delle “res nullius”! Anche del blog di Bad che lo ha miseramente abbandonato. Ne facciamo uno che si chiama “Tutta colpa di Paul Kink - il paradiso dei diabetici”… ce ne impossessiamo e rimorchiamo commenti a non finire!”.>>.

Seppure è una merdaccia, Blanco, mi mette allegria, mi fa ridere, ha voglia di vivere ed anche di tralasciare (qui) le cose inutili e tristi... che, detto tra noi, è cosa buona e giusta e, ogni tanto, fa anche bene allo spirito…

PS: non sono gay, perché mi piacciono troppo le donne, però gli voglio bene lo stesso. Un abbraccio a Blanco.

 

postato da casalecchiobardonecchia | 21:36 | commenti (36)


giovedì, agosto 19, 2004







Bloggers in vacanza (da un’idea di 319).

Una spiaggia qualsiasi, potrebbe essere Rimini o Riccione oppure Ostia Lido, Italia – agosto 2004.


La cabina sulla spiaggia era fetida e angusta e odorava di costumi umidi, sudatissimi, non lavati da giorni, fatti di tessuti sicuramente idrorepellenti, ma con evidenti e gravi problemi di traspirazione. Ad ognuno dei componenti di quello sparuto manipolo di “amici”, a turno, lo specchio di quella puzzolente cabina aveva rivelato svariati chili in più rispetto al peso ideale. Era la prima volta che si incontravano, tra timidezze sciolte male ed imbarazzi celati peggio. Credevano di essere bloggers-amici e di essere soprattutto delle persone normali. E così, quell’estate, decisero di passare qualche giorno assieme, in vacanza. Ma si erano pentiti quasi subito, già dopo aver fatto – sorridenti e tra svariate mani a forma di corna in testa - la prima foto di gruppo al casello dell’autostrada dove si erano dati appuntamento. Si erano sentiti – come dire? – inchiappettati?

Dopo la prova costume, si erano stravaccati, indolenti ed annoiati, sull’arena rovente di quella spiaggia sconosciuta e desolata. Capirono molto presto che non avevano molto da dirsi. Il tempo reale e la loro amicizia virtuale sembravano di colpo essersi fermati, come quando Splinder tenta di rifare la piattaforma. In ogni gruppo c’è una mela marcia, pensarono, ma questa era la prima volta che si imbattevano in un gruppo composto interamente di mele marce.

Quei pensieri sconsolati furono interrotti dalla voce di un magrebino che si era avvicinato a loro con l’intenzione poco convinta di vendere ciddì mal masterizzati. “Comprare, comprare, tu sentire, buono musica...”. “Ce l’hai l’ultimo di Bin Laden?” aveva chiesto con tono ironico Barone, pensando di fare il simpaticone. “Tu no spiritoso, no buono...” aveva risposto – allontanandosi - offesissimo il venditore di colore. “Questo è proprio uno stronzo...”, avevano pensato gli altri in un unico pensiero.

In effetti, il Barone era un’odiosa testa di cazzo, una carogna come non poche. Leggendo i suoi post su Splinder, tutti avevano immaginato una persona simpatica e di buon cuore. Il virtuale andava sempre liscio come l’olio, ma la realtà aveva subito creato distorsioni enooormi! Infatti, quando Barone vide Bad, anestesista meridionale trapiantato al nord, notò il suo pizzetto, quella testa rasata a zero che sembrava incarnare la tragedia senza fine del popolo ebraico, capì di aver fatto una cazzata ad accettare l’invito. Blanco, borgataro tifoso della Roma e di Totti (lo si capì immediatamente dalla canottiera da bagnino di colore giallorosso), sembrava il classico tipo pestifero che non fa mai i compiti a casa. Mentre Annina, giornalista free-lance meridionale trapiantata nell’Italia centrale, sembrava una che, invece, i compiti li fa sempre. Melusina, svizzera e già abbronzata come un pezzo di cioccolata fondente svizzero, invece, era una che faceva anche i compiti degli altri. Ed infatti Bhladik, detto “gola profonda”, cercava di farsi dare una mano per le parole crociate in russo. Mentre Faro scriveva poesie, 319 le traduceva in sette lingue diverse e, nel contempo, guardava l’orizzonte a caccia di delfini in vena di spiaggiarsi.

“Facciamo un bagnetto?”, improvvisò Barone, per rompere quel silenzio imbarazzante. “Non so nuotare”, “L’acqua è troppo fredda”, “No, ci sono troppe onde...”, gli fecero eco gli altri piuttosto seccati. Qualcuno, dopo ripetuti e fastidiosi schizzi del Barone, si rassegnò a tuffarsi in acqua a corpo morto. Ma nessuno aveva voglia di nuotare. Facevano il morto e sembravano veramente tutti morti e con una gran voglia di tornare alle rispettive bare..ops..case...

Quell’agosto faceva un caldo bestiale e bastava muovere un dito per sudare. Ma, incuranti dell’afa, lo sport preferito delle ragazze sembrava essere quello di continuare a liquefarsi sotto il sole sulla spiaggia. Mentre i ragazzi si innervosivano per via della sabbia nei costumi bagnati. Le ore ed i giorni passavano lenti e pigri tra l’ozio collettivo e lo scazzo generale che crescevano progressivamente, tra discussioni inutili su chi doveva andare prima in bagno, la mattina, o pagare di più o di meno quando si trattava di dividere il conto al ristorante o altre fesserie del genere. Ma il loro non era un semplice litigare. Era più che altro un punzecchiarsi vagamente ostile. Una ricerca continua dei difetti altrui. Uno spasso, insomma! Sembravano una muta di bastardini denutriti e messi male in arnese che passa buona parte del tempo ad annusarsi vicendevolmente il deretano. Insomma, si stavano rompendo tutti le palle. Fino ad allora, c’era stato un solo episodio divertente: quando, in albergo, una sera, Bad, Blanco e Barone (ubriachi persi) si erano messi a ballare nudi sui letti, scorrazzando i genitali che ballonzolavano furiosamente, mettendo in imbarazzo le ragazze e Bhladik che tentava, nella rubrica telefonica del suo cellulare, il telefono della buoncostume, pensando smarrito: “Ma chi cazzo me l’ha fatto fare?!”.

Le ragazze non erano affatto divertite nel vedere quello spettacolo osceno e si girarono sui tacchi stizzite dicendo: “Andiamo a scrivere un post a otto mani, così li sputtaniamo tutti su Splinder, questi bastardi!”. Bhladik, in quel momento, capì che la situazione poteva rendersi pericolosa per la propria reputazione e tentò di aggregarsi alle ragazze inviperite. Barone, come un pitbull, lo azzannò dritto alla giugulare. Mentre Blanco (che è più cattivo) gli sferrò un forte calcio nelle palle. Bad, in seguito, si rifiutò di praticargli l’anestesia (anche quella parziale).

Il post venne scritto ugualmente ed anche pubblicato. Le donne sanno essere più bastarde degli uomini, quando vogliono. Dopo averlo letto, Blanco, da vero stronzo, commentò: “Questo sì che è buono, per fasciare il pesce...”. Nessuno ebbe il coraggio di chiedergli a quale tipo di “pesce” si riferisse. Ma, nei mesi successivi, i risultati di quel post (totalmente distruttivo per la reputazione di una blog-star) furono evidenti a tutti. I blog di Barone, Bad e Blanco ebbero un calo pauroso di accessi e commenti, al punto di costringerli a scriversi e postare i commenti (anonimi) da soli ed a cliccare sul counter per far lievitare almeno un po’ il numero delle visite che oramai era divenuto stazionario, come il pezzo residuo di cervello che si ritrovavano.

Poichè erano dei gentiluomini, la sera successiva, i ragazzi, per farsi perdonare, offrirono la pizza alle ragazze (facendo pagare il conto, ovviamente, al tenero Bhladik sbronzo di vodka russa). Tentarono anche - chiaramente senza esito - di barattare quella cena con una doccia-tutti-nudi. Ma fu ugualmente una serata noiosa e disastrosa. Niente argomenti in comune. Nè di politica, nè di poesia o letteratura, nè di sport. Di sesso nemmeno a parlarne. Ma il peggio fu allorquando Bhladik, per risollevare le sorti della serata, tentò di citare (a memoria) un vecchio post di Galloni Paolo sui cavalieri templari. A quel punto, i testicoli dei maschietti, si contrassero istantaneamente, per rifugiarsi nelle rispettive cavità addominali, producendo un sonoro risucchio. Fu necessario l’aiuto, oltre che dei presenti al tavolo, anche di sei corpulenti camerieri per trattenere Blanco che gridava, nella sala, come un ossesso: “Voglio sodomizzarlo! Io glielo metto nel culo a quello stronzo se ci riprova! Lo prenderà come mai in vita sua!”. All’uscita dal locale, tra gli improperi del proprietario del ristorante che li invitava a non farsi vedere mai più, Bhladik si sentì mortificato e si scusò con tutti. Bad rideva in cerignolano stretto e si lisciava il pizzetto e il cuzzetto. Mentre, Barone, alla fine, confessò di aver avuto un’erezione e ricordò che l’ultima la ebbe nel lontano 1954.

Ma, come dice il noto proverbio, al peggio non c’è mai fine. La mozzarella della pizza di Blanco doveva essere avariata, al punto da costringerlo ad alzarsi dal letto ben ventisette volte, quella notte, perchè colto da virulenti attacchi esplosivi di diarrea. Barone si seccò molto per questo, anche perchè era continuamente costretto ad interrompere la lettura del suo Playboy preferito (quello con la Ferilli che fa l’infermiera con le calze a rete bianche). Quando Annina si rese conto delle pratiche onanistiche di Barone (ed anche di Bad che adora le infermiere, per via del suo lavoro in ospedale), gli urlò in faccia: “Sporcaccione!”. Melusina e Faro, in appoggio con la carica dei 319, presero quel giornalaccio e lo scagliarono fuori dalla finestra, nel vano tentativo di farlo finire nel turbinio delle acque sottostanti l’albergo. Ma lì, sotto la finestra, c’era il buon Bhladik a raccoglierlo, costretto a dormire in spiaggia per ragioni di sicurezza, visto che Blanco, quella notte, era nervosissimo per via del fatto che era diventato un cacasotto ed anche un piscialetto.

La mattina seguente, per fortuna, Blanco si sentì meglio. Così, a colazione, iniziò a mangiare latte con le cozze. Quando Bad se ne rese conto (mentre si stava facendo la barba ed aggiustando il pizzetto, rapandosi a zero, oltre la testa, anche i peli sotto le ascelle), Blanco era già giunto alla ottantatreesima cozza cruda della giornata. Da buon medico, Bad, gli gridò, innervosito, dal bagno: “Ma cazzo, almeno leva il guscio!”. “Le fibre mi servono per mantenere l’intestino regolare!”, ribattè Blanco, totalmente indifferente a quel bonario rimprovero. Faro si era alzata con un gran mal di testa, quella mattina, e vomitò quasi subito (su un prezioso libro di racconti per bambini di Melusina che - ignara - stava ancora dormendo). Quando sentì il puzzo di cozze provenire dalla cucina, 319, che, quel giorno, peraltro, aveva anche le sue cose, rintuzzò disgustata: “Se mangiassi topi morti almeno il cesso puzzerebbe di meno!”. “A me mi garbano solo le tope femmine vive, soprattutto se sono zoccole!” tagliò corto Blanco, allungando una mano per prendere un’altra cozza e lanciarla nell’aria, facendosela cadere in bocca come un pop corn. “Attento, così rischi di rimanere soffocato!”, urlò Annina allarmata. “Attento Blanco, così rischì di diventare un impianto di scacazzamento intensivo per terreni agricoli!”, lo schernì Barone. “Ah sì? Fertilizzami staminchia, Barone!” rispose Blanco, afferrandosi energicamente il pacco e dandosi una strizzatina alle palle. Bhladik invitò tutti ad abbassare il tono della voce, fingendo di fare una telefonata anonima a sua madre, nascondendo il suo numero e componendo l’altro facendolo precedere da alcuni asterischi e cancelletti.

Per fortuna, la vacanza era quasi finita. Tutti ormai contavano le ore che li separavano da quella che sembrava una liberazione. Melusiva piangeva disperata per via del suo libro ricoperto di vomito. Ma, non era ancora finita. A mezzogiorno, Blanco si sentì nuovamente male. Per punizione, Bad lo curò facendogli assumere massicce dosi di Vicks VapoRub e facendogli massaggiare violentemente ed alla maniera russa (cantando viva viva Pugaciof!), il petto da Bhladik. Barone, dopo aver visto quella scena, confessò di aver avuto, oltre una seconda erezione, anche una copiosa polluzione. Lo disse con un’aria mista tra vergogna ed eccitazione, mentre cercava disperatamente dei cleenex per ripulirsi il pistolotto. E si incazzò con Melusina che li aveva finiti tutti per asciugarsi le lacrime.

Blanco aveva la febbre altissima e tremava come una foglia. Sembrava avesse il morbo di Parkinson. Fu a quel punto che – sottovoce – disse: “Quando sto così, solo la pornografia riesce a calmarmi”. “Va bene una storiella sporca?”, gli chiese il tenero Bhladik. “Sì, ma li mortacci tua, purchè non sia tu a raccontarmela!”, si infuriò Blanco, sul cui viso pallido erano ora comparse anche delle chiazze di colore bluastro (da lì, il suo nick Blanco & Bleu). Quello strano accento trentino, misto al russo, gli fece arrivare a 42 la febbre. Annina, lavorando nella televisione ed anche tramite le avventure raccontatele dalla sua amica J., di storielle sporche (a quanto pare) ne conosceva parecchie, così si offrì gentilmente come volontaria e gli chiese: “Preferisci uomo-donna, donna-donna, uomo-uomo, uomo-donna-uomo o donna-uomo-donna?”. “La febbre sta scendendo. Il solo fatto di poter considerare le possibili scelte, gli sta già risollevando lo spirito...”, commentò – con fare da specialista - il buon Bad, sfilandogli il termometro dal culo. “Uhm...diciamo uomo-donna-cozza?”, rispose Blanco ridendo ed aggiungendo: “Massaggino sulla schiena no, eh?”. Melusina, incazzatissima per il libro vomitato e ritenendo Blanco colpevole di tutto quel casino, bloccò la mano compassionevole di Annina che si stava già allungando sulla schiena di Blanco, ormai completamente ricoperta di punti blu come su un’autostrada. “No! Annie, non farlo, lo sai, si comincia così, ma poi non si sa dove si finisce!”.

Bhladik si mise a piangere come una fontana e urlò: “Vi ammiro molto! Vi amo tutti!”. Non era vero, ma in quel frangente, quel commento ci stava bene. Blanco, a quel punto, voleva trascinarlo e affogarlo nella vasca da bagno nel suo vomito. Lo trattenemmo, Bad ed io, cercando di convincerlo che l’astinenza se non era buona per fargli passare la febbre, lo era certamente per salvare un’amicizia. Questo pensava quello sparuto manipolo di “bloggers-amici”, mentre si salutavano con le manine fuori dai finestrini delle loro auto che rombavano per riprendere veloci ciascuno la propria strada, pensando: “A mai più...”.

(Ndr: i fatti narrati in questa storia sono realmente accaduti e si riferiscono, purtroppo, a persone realmente esistenti – musica in sottofondo ai titoli di coda “This is the end” dei Doors - fine)


postato da casalecchiobardonecchia | 13:38 | commenti (74)


mercoledì, agosto 18, 2004

Outing

Leggo in ritardo i giornali di alcuni giorni fa e l'occhio mi cade su una notiziola breve breve, ma densa di oscure premonizioni. "Avere tre orgasmi a settimana aumenta di dieci anni le aspettative di vita". Fatti i debiti conti, dovrei già guardare l'erba dalla parte delle radici.

postato da casalecchiobardonecchia | 21:28 | commenti (7)


Massì, diciamocela qualcosa che spacca veramente!

Ebbasta con questo incensarsi in continuazione!

Capisco che siamo nella nobile Casa dei Casalecchi, ma davvero non se ne può più di leggere 'sti baciamano e 'sti baciapantofole: "Ma quanto sei bravo di qua" e "Come sono belle le cose che dici e che scrivi di là".

Ora ve la faccio io una domanda SERIA.

Secondo voi, è politicamente corretto dire che "le donne sono tutte puttane"?

Sento già i cori di disapprovazione e i "buuu" che vengono dagli spalti delle donne (chi vi dice che io non sia una di voi?).

Volete la risposta o un suggerimento?

In effetti, è scorretto politicamente dire che le donne sono tutte puttane. Qualcuna è anche molto zoccola...



postato da casalecchiobardonecchia | 12:02 | commenti (15)


martedì, agosto 10, 2004
Grazie ai nostri potenti mezzi (un paio di essemmesse scambiati con Annina), siamo riusciti ad accedere a questo Blog di scapocchioni anche dal mare!

Ebbenessì, Siòre e Siòri, visto che siamo arrivati, sudando, al dieci di agosto, e i blog non li scrive e non li legge più nessuno, cenesiamoandati in vacanza! Tuttialmare, tutti al mare, avedè le chiappe chiare, coli pesci in mezzo all'onne, eccetera...

Non vi dirò, come si è soliti fare in questi casi, che il posto dove mi trovo è incantevole, delizioso, o altre stronzate del genere. Anche perchè mi hanno insegnato che è giusto mettere per iscritto le cose che si pensano, perchè è una questione di coerenza.

Sì, c'è il verde della pineta, c'è la sabbia della spiaggia finissima, ma - cazzo! - manca l'acqua! Non quella del mare (di quella salmastra, ce n'è quanta ne volete!)! Manca l'acqua potabile! Quella che si beve, con la quale ci si lava, quella che si usa per sciacquarsi il costume pieno di sabbia ed anche per fare quelle mille cosette alle quali siamo soliti dedicarci nelle nostre pratiche quotidiane di abluzioni mattuttine o pomeridiane o serali...

Avete presente quella strana sensazione che si prova quando vai nelle isole tropicali e ti lavi i denti con lo spazzolino in una mano e la bottiglia dell'acqua minerale nell'altra? Ecco, così...

Solo che, cazzo, qui siamo in Italia! Almeno così mi pare...

Vabbù, per il resto, c'è tutto. Megafoni sul lido della spiaggia che annunciano lo smarrimento di bambini con costumi gialli, che suonano canzoni da discoteca all'ultimo grido, salse e merenghe. Ci sono canotti bucati, improvvisati e panzuti giocatori di pallavolo, pallanuoto, calcetto, racchettoni. Bellone abbronzatissime, con il tanga e la chiappona in bella esposizione, che ti guardano (sopra gli occhiali da sole) nel loro momento di maggiore concentrazione: mentre riavvitano il tappo della crema.

Insomma, io so già che cosa penserò stanotte, sulla spiaggia, mentre guarderò cadere le stelle (cadenti): "Dove vorresti essere?". "Qui", sarà la mia risposta!

Buone vacanze, scapocchioni! E ancora grazie ad Annina chè, senza di lei, non avreste mai potuto beneficiare di questo post!

PS: in realtà, è stato Dio che ha scelto me per scrivere questo post. Il semplice fatto che voi lo stiate leggendo è la riprova non soltanto dell'esistenza di Dio, ma anche della sua magnanimità. Non sono del tutto certo del genere sessuale di Dio. Ma di una cosa sono certo: che a scegliermi per scrivere questo post sia stato/a Lui/Lei/Esso. Non lo dico perchè sono egocentrico. Dio non mi ha scelto perchè sono il più grande scrittore della storia. No. Il motivo per cui so che è stato Dio a scegliermi è che si è rivolto a me personalmente.

L'ho trovato, l'altro giorno, mentre faceva un giro sul pedalò. Era incazzatissimo, perchè gli avevano chiesto di lasciare un documento allo chalet, prima di chiamare il bagnino per affittarglielo. E per questo era arrabbiatissimo. Aveva ragione, anche perchè lui ci cammina sulle acque e quindi non c'era proprio motivo di prendere il pedalò. Solo che voleva fare un po' di moto e così...

Così mi ha chiesto di scrivere male di questo posto con un post, della diffidenza, del sospetto che si insinua negli uomini...

Io ho risposto: "Sta' a sentire, Dio. Ciò che mi chiedi mi lusinga, ma mi sa che hai scelto il tipo sbagliato. Non posso scrivere il post che mi chiedi. Ci vorrebbero mesi di ricerche. E poi non ho nemmeno un computer, qui, tanto meno il collegamento a Internèt...".

E così Dio mi ha presentato questo tipo che ha un portatile ed un collegamento GPRS (che non so nemmeno che cos'è) e che, ora, si sta sbracciando sotto l'ombrellone, dicendomi che è troppo tempo che stò sotto il sole e che così mi verrà sicuramente un'insolazione...

E poi Dio ha detto: "SIA FATTO GUUGL'!"
postato da casalecchiobardonecchia | 14:07 | commenti (44)


domenica, agosto 08, 2004

Immaginatevi poi quando la concentrazione prende le strade dell'immaginazione... le fossette diventano due occhi da Mata Hari e i movimenti che i muscoli cui si accenna nel post precedente (muscoli di cui vi risparmio il nome onde evitare prolissità) sembrano dire qualcosa che qui non val la pena di riportare... Senza dire che quando il soggetto portatore di queste due fossette invita un esperto tatuatore a disegnare qualcosa che è come un invito.... beh, lasciatemelo dire: si può perdere davvero la concentrazione! il guaio è che, a parte il tatuaggio per cui occorre -mi sembra- la maggiore età, queste due fossette imperversano in ragazzine al limite del sovrappeso e non è il caso di dilungarsi sull'effetto estetico di quelle che vulgariter vengono chiamate "maniglie" per scatenare certti pensieri...Insomma, insomma... ch'aggio a di', ch'aggio a fa'?

Grazie Casalecchio...

postato da casalecchiobardonecchia | 20:24 | commenti (1)


giovedì, agosto 05, 2004

Potrò essere insultato per il fatto che metto solo a casalecchio i miei (ok ok ok scusate, ma non bacchettatemi ancora prima che inizi a parlare, però va bene ok ok ricomincio allora).

Dicevo.

Potrò essere insultato per il fatto che metto solo a casalecchio ALCUNI dei  miei pensieri più turpi (così va bene? tanto già mi conoscono anche se voi non fate le pulci alle parole) avevo già detto di questa nuova moda dei calzoni da donnina (eh fio' ;-) con la vita bassa e del fatto che rappresentano una gravissima insidia alla concentrazione (ok ok ok !) e del fatto che rappresentano un'insidia alla MIA concentrazione (ok? ma che petulanti) oggi devo arricchire le mie considerazioni: ho scoperto e dovete credermi che potrei giurarvelo che una su duecento delle donne che li porta può sfoggiare nella parte bassa della schiena due incredibili fossette, create da un'accintale meraviglia di sovrapposizione - credo - tra i muscoli del gluteo e quelli della schiena. Ecco - mi spiace darvi una così precisa conferma del mio temperamento ossessivo - ma oggi quando questa meraviglia in una delle sue forme migliori mi si è materializzata allo sguardo ho sentito che dovevo scirverla da qualche parte.

Ho scelto casalecchio.

postato da casalecchiobardonecchia | 14:36 | commenti (8)

Molti pazzi, una sola firma. Appena nato e già un cult (ora come ora, qui si commenta a capocchia, poi si vedrà).