venerdì, luglio 30, 2004
D' estate in tv mandano roba interessantissima perché gli astuti programmatori sanno che alle sette di domenica mattina si fanno milioni e milioni di share. Da qui sicuramente l’idea geniale di trasmettere il "Cuore" di De Amicis. Ebbene, come forse non più del 50% di voi che amate visceralmente il del De Amicis sa, il “Cuore” non è esattamente farina del suo sacco, ma è roba che il callido Edmondo ha ripulito alla bene e meglio dopo averla scopiazzata dal diario di terza elementare di un fanciullo di nome Federico Sardelli. Qalcuna delle pagine del quale, così commoventi nella loro beata innocenza, è arrivata fino a me ed io mi son fatto subito dovere di trascriverla e di offrirvela affichè possa commuovere anche voi. (BB)
UNA RISSA FUOR DI SCUOLA
Oh che brutti momenti passai stamane quando il povero Cacilli, il figliuol dello spazzino, sempre triste e lacero, con quel suo piedino storpio che stringe il cuore a vederlo strascicare, venne minacciato da quel gradasso del Maneschi, il figliuol del bracconiere, sempre pronto ad attaccare briga e smanioso di non so quante smargiasse imprese.
Era appena entrato il maestro in classe che subito il Maneschi principiò a dare in ismanie, ora lanciando delle midolle di pane unto contro il cappotto nuovo del buon Gargilli, ora tormentando il Tarponi con uno steccolo che aveva intinto nello sterco, ora infine pigliando il quaderno di grammatica del Cacilli e vergandoci sopra degli sgorbj e delle male parole che arrossisco solo a raccontarle.
Il nostro maestro, il nostro bravo e affettuoso maestro sordo, non s’accorse di nulla, un po’ perché stava scrivendo sulla lavagna la parola Sacrificio, un po’ perché, oltre che sordo, è anche molto miope e prima di fargli capire qualcosa si farebbe in tempo a cucinare il suo cane,un botolo ringhioso di nome Callo, in un rabbioso stufato alla Woronoff.
Ebbene, io e il Ruffietti guardavamo con stizza il bravaccio, ma ad un bel momento non riuscii più a sopportare la scena e gli dissi a bassa voce: “ Smettila di tormentar quel povero figliuolo. Ti burli di lui perch’egli è storpio ed il nostro buon maestro zoppo non ti vede, ma non sperar di farla franca, che le male azioni nuocciono più a chi le fa che a chi le riceve”.
Egli si rabbuiò d’un tratto e mi guardò serio con quegli occhietti grigi infissi quasi sul naso e disse d’un sibilo: “Fatti i cazzi tuoi mezzasega, se no ti gonfio di cazzotti”.
Capii d’un tratto le sue ragioni e pensai che in fondo quel nano deforme di Cacilli aveva anch’egli le sue colpe e meritava un simile trattamento. Stavo giusto argomentando al Ruffietti questo nuovo punto di vista quand’ecco quel rachitico del Cacilli mettersi a piagnucolare: Il mio povero quaderno, ahimé, tutto il mio lavoro sciupato”! Facendo voltare di scatto il nostro buon maestro gobbo. Egli scosse la forfora dalla barba incrostata, fissò con due occhi di fuoco il maneschi e gridò: “Ancora tu, discolaccio, questa è l’ultima volta che promuoverai lo scompiglio in classe! Domani stesso convocherò tua madre.”
Il bravaccio ristette come di pietra. Digrignava i denti per la stizza ed era tutto rosso per l’ umiliazione subita. Appena il maestro riprese a scrivere sulla lavagna la parola Ardore ecco che il discolo s’aqquattò fin verso il Cacilli e, con quegli occhietti che sprizzavano odio, gli disse piano: “Fuori ti tronco”.Tutti s’acchinarono su quaderno come a far finta di nulla, ma ciascuno ardevasi sentir suonare il finis per assistere all’impari cimento.
Finalmente sonò la squilla, e mille voci di fanciulli si sparsero pei corridoj riversandosi in strada. Già il Garbugli, quello del mercatino di biglie di cerume, andava raggranellando i centesimi che ciascuno scommetteva sull’ esito della tenzone. Giunti ad uno slargo di terra battuta che la strada faceva prima di principiare a chiamarsi Corso dé Cavalleggeri, ecco tra i due un cerchio di fanciulli ammutoliti e pur attenti al tristo spettacolo che andava in iscena. Il Maneschi, colle sue gote rubizze e colle braccia che parevan polpettoni, trasse la riga dalla cartella, e senza profferir motto, principiò a grandinare di bastonate il capo di Cacilli. Qualcuno, di fronte allo spettacolo di tanta prepotenza, osò dire: “ Basta, lasciate il pace quel povero figliuolo”! Ma fu subito preso a pedate negli stinchi, ed il Panicchi gli pisciò sulla cartella. Intanto il Maneschi stava lavorando allo stomaco il piccolo rachitico, assestandogli di quando in quando dè ceffoni che lo colorivano di una bella porpora. Nello scompiglio generale io n’ approfittai per stampargli una bella pedata nell’osso sacro, mentre qualcuno lo spettinava dà nocchini. Quando il buon Maneschi andò finalmente vendemmiando il maledetto nano focomelico,ecco un grido scompaginare il manipolo: ”Via, via tutti, ecco il maestro”!
Tutti ci discostammo dal nano deforme, chi facendo finta di ragionare d’aritmetica, chi simulando l’ innocente gioco della rava. La buona vecchia maestra tisica di prima e seconda, quel caro fagottuccio di scialli e mantellette che pareva un buffo pagliajo, passò in mezzo a noi pencolando col suo bastone, col sorriso buono di una nonna che conosce le marachelle dè suoi nipoti e, sorpassando il Cacilli, n’approfittò per ribadirlo in terra con un colpo di tacco aguzzo tra le scapole. Quando s’allontanò, curva curva verso il fondo della strada, io ebbi come un moto di pentimento, come una repulsa per un’ingiustizia commessa e corsi incontro al Maneschi per dirgli: “Scusa se prima dissi verso di te alcune parole cattive. Quella testina di cazzo per di più deforme non avrebbe dovuto mancarti di rispetto di fronte al nostro buon maestro cardiopatico. Saremo amici?” E così dicendo gli strinsi la mano.
Col cuore pieno di gioja pel buon proposito, corsi allora verso il fondo della via, per gettarmi tra le braccia di mia madre.
domenica, luglio 11, 2004
Elenco delle cose da fare Carissime padroncine, illustrissimi padroni come certamente saprete, si approssimano le ferie anche per la vostra aff.ma domestica. Eddunque occorre che ci si organizzi, che con questo andirivieni poi succede che anche nelle migliori case la polvere si accumuli, e la sozzuria la faccia da padrona. Siccome però non ho cuore di darvi troppo lavoro, e non ho cuore nemmeno di sfruttare oltremodo il sempre assente sguattero e il più che impegnato casalmaior, ho pensato di lasciarvi un compito semplice semplice, giusto un esercizio da farsi nei momenti di noia. Come non sapete, ho ritrovato una vecchia pergamena che segnala l'esatta ubicazione delle stanze di casalecchiobardoecchia, così come furono edificate nei tempi antichi. In modo coerente con tutte le vecchie pergamene che si rispettano, anche questa ha le sue lacune, le sue linee frammentate, insomma, i suoi misteri. Non vi chiedo quantunque di decifrarla... Non è vero, è esattamente quel che vi chiedo In particolare ho bisogno che definiate esattamente dove si trovano le stanze di Casalblanco e soprattutto come vi si accede. Che una cosa è certa: le stanze di Casalmix non confinano con quelle di Casalbarone, che essendo dei due poli opposti del terraqueo, è opportuno che si tengano a debita distanza. Casalappulo peraltro condivide le stanze col quasi conterraneo a giorni alterni ( o per meglio dire: lui usa le stanze di giorno, l'altro di notte, che così vanno d'accordissimo da anni) Casalblanco non risiede accanto alla servitù, che questa se ne avrebbe a male. Casalmaior d'altra parte si distingue per avere un locale dependance che affitta al Casalsguattero quando quest'ultimo non si infratta. Ah, in ogni caso Casalmaior sta nei pressi delle cucine. Sempre nei pressi, ma da parte opposta, abito io, dignitosamente in camera riservata con piccolo pollaio annesso, e scala interna che permette l'accesso alle camere delle signore. Casalsulmona a ben guardare sta nelle stanze ad est, quasi in linea d'aria con le stanze di Lei, che da fondatrice eccellentissima, si gode la vista dall'ammezzato superiore. Casalcrudo sta accanto alla biblioteca e in ogni momento fonde la ceralacca per gli usi consueti. In effetti traspare dalla mappa che le stanze di Casalblanco siano accessibili solo da un passaggio segreto. Passaggio di cui non si conoscono né l'accesso, né la sortita. Passaggio che d'altra parte permette l'accesso a tutte le altre stanze del casale (salvo la mia, che trovatane l'entrata, provvidi a sbarrarla adeguatamente), senza facilitarne peraltro il reperimento (insomma, l'accesso dalle altre stanze non serve a scoprire tutto il percorso) Il problema è che fintanto che non trovo il passaggio, alla stanza di Casalblanco un ce posso arrivà, non solo io, ma nemmeno lo sguattero, a fare un po d'ordine e a passare la cera. E questo giustifica il comportamento disordinato del vostro compare, miei cari, che è risaputo che al disordine esterno corrisponde il disordine interno. Addunque cercate e trovate il passaggio segreto (circolando di locale in locale, non abbiate timore a portar con voi la fedele ramazza) e raggiuntolo (non ho dubbi su ciò, che con voi lascio pure una collaboratrice discreta e usa ad operazioni investigative) LUCIDATELO!!!
Sempre vostra aff.ma domestica: Sfirziola
mercoledì, luglio 07, 2004
Dato per scontato che ci ho l'AIDS (leggasi il mio blog, e se non sapete qual'è il mio blog, allora è veramente grave) posso permettermi di dire tutta la verità, tanto in capo a cinquanta anni morirò di una malattia cardiovascolare o di un incidente con un trattore agricolo e allora tutti i soldi spesi per curarmi la malattia saranno stati spesi inutilmente, e che cosa li ho spesi a fare, ma non divaghiamo, torniamo a noi, la verità dicevamo, la verità vi prego sull'amore. Non esiste, andiamo oltre. Ma come non esiste, eccolo qui, il solito maschio disilluso che in realtà rimpiange il cuore puro dei suoi diciotto anni.. ma de che, ahò? Comunque non era questo l'argomento che volevo affrontare davanti a cotanto consesso, quella frase "la verità vi prego sull'amore" mi è uscita per sbaglio, frutto di letture e film sbagliati. Ma oggi mi sono rifatto gli occhi con un bel filmone americano come Dio comanda ("The Core", in italiano significa "Il cuore", l'ho visto perchè pensavo parlasse di cardiochirurgia), in cui tutto va come deve andare, i protagonisti sono belli e bianchi e di sesso opposto e alla fine vincono e trombano, mentre da qualche parte nel film c'è un negro con i denti bianchissimi molto allegro che è sì molto buono e bravo però verso la metà circa del film crepa perchè i nostri amici bianchi possano poi trombare in santa pace, tutto bene, si pianta la bandiera a stelle e strisce da qualche parte e via verso i titoli di coda, insomma, dopo un simile film sono a posto e posso parlare dei massimi sistemi della vita, tanto ci ho la malattia (me l'ha detto il giornale, non ho scampo) e perciò sono scusato. Innanzi tutto, a me la bellezza timida non piace, a me piace la bellezza sfrontata, sì proprio quella, molto sfrontata e molto estroversa, se vedo una ragazza che mi piace e quella dopo un pò tira fuori le tette (segno inequivocabile di sfrontatezza e grande estroversione) io sono MOOOOlto più contento che se la bellezza di cui sopra mi dice al 125mo appuntamento "Chissà cosa penserai di me", e cosa vuoi che pensi, penso che mi hai rotto le scatole, ecco cosa penso. Poi, devo dire la verità, tanto posso dirla che sono malato, anche voi, insomma, mi avete un pò stufato, e un bel gruppo di qua, e che bel gruppo di là, e vediamoci a Sermide, e vediamoci a Bologna, e volemose bene, ma insomma, basta con questo miele, le vere amicizie vengono cementate dal veleno e dalle liti, solo se riusciamo a superarle saremo davvero perfetti. Quindi inizio: 1) Casalbarone, scrivi post troppo lunghi. Devo confessarti che del tuo blog ho letto sì e no un quindicesimo di quello che c'è scritto. 2) Casalmix, vieni fuori. Basta stare lì ad accenderti la sigaretta in quella foto con Paolo sul lago, che poi, perchè ti sei acceso la sigaretta con tutti quegli alberi là vicino, non sei attento all'ambiente? La prossima volta non scocciare e vieni anche tu, così possiamo litigare in santa pace. 3) Casalcarlo, sei insopportabile. Così dolce e premuroso, tutte le ragazze ti adorano, padre perfetto, marito ideale, ma io lo so che guardi su Odeon TV i filmacci porno mentre scrivi i tuoi commenti a tarda notte (lo faccio anch'io), a me non mi freghi, e poi mi lasci sempre i messaggi in segreteria che io poi mi spavento quando accendo il cellulare e leggo "C'è un nuovo messaggio in segreteria" perchè a me l'unica che mi lascia messaggi in segreteria è la mia banca quando vado in rosso. 4) Casalcrudo, sarò sincero, preferisco Tiziano Ferro ai Fairport Convention. 5) Casalblanco, ti ho sentito per telefono una sola volta e mi è bastato, parli troppo veloce e poi sei troppo colto per me e io non sopporto di essere secondo a nessuno, e anche tu, lo so già, quindi dovremo litigare per forza. 6) Casalcato, in realtà tu saresti il meno peggio, ma che faccio, mica posso salvare solo te, quindi devo litigare anche con te.
E ora veniamo a voi, gentili donzelle, e qui davvero si mette male, davvero davvero...
1) Tu, prima di tutto, Sfirziola. Sei troppo intelligente per i mie gusti, capisci le cose troppo bene, e ho visto dai tuoi occhi che sai scoprire i bluff, hai la vista lunga. Poichè io sono un bluff vivente, tu non vai bene, 2) E poi tu, Casulmona, che mi fai arrivare sempre tardi a giocare a pallone il martedì sera e poi mi tocca cominciare in porta perchè arrivo per ultimo. E poi sei anche tirchia, telefono sempre io. E poi io non credo alle persone che non hanno difetti, sono brave, buone, ospitali, gentili, dov'è il trucco? perchè il trucco ci deve essere per forza! 3) Tu, infine. Ecco, tu sei la peggio di tutte e tutti. Già il semplice fatto che questo blog l'hai ideato tu, spiega tante cose. E poi le persone che ti vogliono bene. E poi sei tu. Tutte le persone che hai incontrato e fatto incontrare in questi mesi. Lo sai che ti sei presa una bella responsabilità? Pensi davvero che sia possibile creare tutto questo, e poi disinteressarsene? Quando fra cinquant'anni il rapido scorrere della malattia mi avrà ormai consunto, chi pensi che io vorrò, fra gli altri, al mio capezzale, come in quel bel film canadese? Voi, sì proprio voi. E tu pensi che tutto questo sia possibile senza un litigio, senza un'ombra, una delusione? Pensi che sia possibile continuare a volersi bene e basta, senza mai provare un pò di rancore per gli amici, un pò di rabbia, anche, in qualche momento? No. Mi dispiace, litigare è davvero necessario, solo così potrò volervi accanto a me fra cinquant'anni (facciamo cinquantacinque) col cuore in pace.
Vi voglio bene
Casalappulo
sabato, luglio 03, 2004
Legenda: (ma le legende si mettono all'inizio o alla fine ? ... boh) allora nel post leggerete "bello", "belli" ma sappiate che è solo una cautela finalizzata a non essere accusato di unilateralismo maschilista, in realtà l'autore del post dei belli e del bello non gliene frega niente quindi dovete pensare mentre leggete che quando scriveva bello voleva dire solo bella e quando scriveva belli voleva dire solo belle, e poi dicono che ad esssere complicate sono le donne!)
Allora io penso che ci sono due modi di essere belli. C'è il modo sfrontato e il modo timido. E può avere la bellezza timida anche una persona meravigliosamente estroversa come carattere non so se mi spiego. Ecco e la bellezza timida, che ti guarda gentile e ignara di sè è incredibilmente più bella della bellezza sfrontata. Anzi ecco i belli sfrontati non sono nenache belli in realtà oh!
venerdì, luglio 02, 2004

(quando ce vo' ce vo')
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Molti pazzi, una sola firma. Appena nato e già un cult (ora come ora, qui si commenta a capocchia, poi si vedrà).
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