Non solo Casalecchio

sabato, maggio 29, 2004

C'è chi si fa bello e chi bello lo è di natura....Quanti sono i galletti a Casalecchio?

postato da casalecchiobardonecchia | 19:28 | commenti (15)


giovedì, maggio 27, 2004

Bad e le rose non colte

Colleghi casalecchi, questo travestito da post è in realtà solo il commento che avrei dovuto scrivere sull' ultimo post di bad. Ma siccome lì a commentare ci vanno cani e porci, avrei avuto l'impressione di lavare i panni sporchi coram populo invece che in famiglia come da procedura e da prassi.

Eccomeqquà bad d'un Bad, quasi più logorroico del barone che ti ripesco il mio rimpianto, e voi gentili signore non leggete che queste sono cose che capitano solo a chi è stato adolescente maschio, che di cose capitate a chi è stato adolescente femmina non ho esperienza alcuna. Dunque, bad, nell' anno scolastico 64/65 frequentavo il 5 ginnasio al S.Gabriele in p.zza Ungheria. A volte dormivo all'interno del convitto ed a volte (e lo preferivo di gran lunga) dormivo a casa di mio nonno ad Acilia e per andare a scuola prendevo prima il trenino fino alla Piramide, poi la metro fino alla stazione Termini e poi, finalmente, l'autobus (pienissimo) che dalla stazione faceva capolinea a piazza Euclide. Su quell'autobus ci salivo non tanto per andare a scuola quanto per piazzarmi alle spalle di una ragazza con una cascata di capelli rossi che le scendevano dalle spalle fino ad un culo spettacolare e che saliva in via della Cernaia per scendere poi chissà in quale fermata lungo viale Parioli. Era diventato un rito: la ragazza saliva ed io, l'uomo non è di legno, me lo sentivo crescere, e del luogo e del momento importandomene assai poco, glielo puntavo tra le natiche, affondavo il naso in mezzo a quei capelli esagerati ed entravo in paradiso. Per un anno intero bad. La ragazza non dava segni visibili di gradimento però nemmeno manifestava insofferenza ed era soprattutto quest'ultimo particolare che mi incoraggiava a prendere quell'autobus. Però l'età è età, e l'inesperienza pure. Vedi perchè non bisogna mai mandare i ragazzi a fare quell'aberrazione della primina? Se io avessi avuto i 16 anni regolamentari avrei tentato un approccio, le avrei chiesto un appuntamento, chissà? Magari me l'avrebbe pure data! Invece io ero uno ginnasiale forzato, stavo tra i 14 anni compiuti da poco e i quindici che non si decidevano ad arrivare... insomma ero nella piena età delle seghe e sapessi quante ne ho dedicate a quel culo così tollerante e mansueto! Bad, scendevo dall'autobus nulla potendo sul gonfiore da maniaco sessuale che mi imbarazzava i pochi passi che mi separavano dai bagni dell' istituto ed entravo di corsa nel primo cesso libero per iniziare finalmente a porre alla situazione il rimedio (provvisoriamente appagante) di cui sopra. Mai una parola che fosse una tra me e lei. Solo un anno intero di mattinate in erezione e mia nonna che si chiedeva come mai io preferissi andare a dormire ad Acilia e sottopormi alla tortura della sveglia alle 6 del mattino quando potevo stare comodamente in convitto e svegliarmi due ore dopo. Comunque gli uomini non sono più semplici, sono più stupidi delle donne. E se così ha pensato di me quel bellissimo culo dai capelli rossi penso proprio che non abbia sbagliato.

blancarosa(chenoncolsi)



postato da casalecchiobardonecchia | 12:48 | commenti (32)


mercoledì, maggio 26, 2004

CINEFORUM - I WILL SURVIVE

At first I was afraid, I was petrified,
Kept thinkin’ I could never live without you by my side,
But then I spent so many nights thinkin’ how you did me wrong,
And I grew strong, and I learned how to get along,

Stasera al cineforum casalecchiozelig interverrà Woody Allen per presentare il più bel film che io abbia mai visto nella mia vita - anzi, il secondo, dopo La région central di Michael Snow.

And so you're back, from outer space,
I just walked in to find you here with that look upon your face,
I should’ve changed that stupid lock,
I should’ve made you leave your key,
If I had known for just one second you’d be back to bother me,

Si tratta di un "corto" dell'avanguardia inglese degli anni Novanta, il titolo è "I will survive". Il regista si nasconde dietro un anonimo "X".

Inquadratura: dall'alto sull'apertura superiore del glande (ha qualche nome quell'apertura? soccorretemi esperti ed esperte). Le dita presumo del padrone dell'apertura stessa con lievi digitopressioni della materia rigorosamente morbida assimila l'immagine con quella di una bocca che sta cantando I will survive di Gloria Gaynor.

Oh no not I, I will survive,
Oh as long as I know how to love, I know I’ll stay alive,
I’ve got all my life to live; I’ve got all my love to give,
I’ll survive, I will survive,
Hey, Hey!

Ecco, è grandioso quel pisello che canta I will survive con la voce di Gloria Gaynor.

Non mancate.















postato da casalecchiobardonecchia | 22:54 | commenti (9)

Ok, mettiamoci un post sopra.
postato da casalecchiobardonecchia | 15:01 | commenti (2)

Proseguiamo la discesa negli inferi (2)

N.B: Se qualcuno si offende alla vista della foto seguente, è liberissimo di eliminarla. Non lo interpreto come un atto di censura. Mi sembra pertinente all'argomento trattato in questi ultimi post.

Chiedo scusa, io ho inserito la foto, io la tolgo. Ho sbagliato, me ne sono avveduto. Lascio l'indirizzo, per chi vuole. I commenti possono essere inseriti lo stesso. No, tolgo tutto. Ancora scusa.

 

postato da casalecchiobardonecchia | 13:49 | commenti (1)


martedì, maggio 25, 2004

"culi"

Proseguiamo la discesa negli inferi. Ci sono culi che non si fila nessuno (tipo il mio). Ci sono culi ammiratissimi. In vetta a tutte le classifiche ci stanno i culi delle bariste, che se sono belli proprio ti viene da guardarli anche se ci ha cose completamente diverse nella testae anche se sei donna. Ma gli uomini proprio non ci riescono a non guardarli. Oggi ho fatto un test e tutti tutti gli uomini da soli, quelli accompaganti dissimulavano amabilmente, intrattenevano la loro vista con il dolce deretano. Detto questo ora vado, perdonate, devo convincere il mio a non suicidarsi spiegandogli i brillanti servigi che mi rende ogni giorno.

postato da casalecchiobardonecchia | 18:29 | commenti (3)


lunedì, maggio 24, 2004

Citazioni

"Il mio senso lato oggi è alquanto bislacco"

postato da casalecchiobardonecchia | 15:59 | commenti (6)

IPSE DIXIT

"Come vorrei chiamarmi Carlo Pillola!"

(C.Goldoni, Venezia, 1730)

postato da casalecchiobardonecchia | 14:57 | commenti (3)


domenica, maggio 23, 2004

 

Raccolgo volentieri l’invito di non so quale Casa-lecco e sfido alla chiosa Mel. Sono aperto a qualunque tipo di esperienza, o, come disse il mio amico Gino, riferendosi (un po’ volgarmente), non alle sua meningi: “Molto aperte, è meglio…”.

 

Ma, bando alle ciance, veniamo alle cose serie (si fa per dire).

 

Oggi, proseguiremo nel nostro corso di lezioni parlando dei Diesse. Che non sono, come qualcuno forse sta pensando, una catena di supermercati alimentari…

 

Comunemente, quando si parla di Diesse, si pensa agli ex comunisti. Dapprima un po’ sottomessi al vecchio Pcus sovietico, poi detto Pci, ex Pds, ora solo Ds.  Caduto il termine “partito” ed ammainata la bandiera rossa della collettivizzazione sociale e del potere operaio nonché delle masse dei lavoratori al Governo, qui, noi, invece, li intenderemo semplicemente come i partecipanti al gioco dei Dominatori e dei Sottomessi, che è il tema di fondo dei miei corsi di lezioni sul sesso D/S e S/M. Ma non penso che qualcuno se ne sia accorto, finora, distratti come siete e tendenzialmente portati al cazzeggio libero bardolecchionese… La falce ed il martello per il momento, metteteli da parte, perché vi serviranno per altre attività…

 

Spero che, durante il corso di queste mie prime preziose lezioni, oltre che delle pantofole, vi siate un po’ liberati dei vostri vecchi tabù che vedono queste forme di rapporto sessuale come “sporche”, “vietate”, “amorali”. Se non ci siete ancora riusciti, dovete rileggere un po’ più attentamente i miei post precedenti, fare molta ginnastica e bere birra al doppio malto.

 

Non vi chiedo di impararli a memoria, ma ripetere mentalmente in forma auto-convincente, dentro voi stessi, la frase: “il sesso non è una cosa sporca (specie se mi lavo almeno una volta al giorno)”, potrà essere utile a questo “scopo”. Della vostra igiene personale, comunque, parleremo un’altra volta. Ora non mi va, chè sto digerendo il cinghiale al forno che ho mangiato…

 

Immagino che, in questo periodo di tempo, quali diligenti allievi del mio corso sulla sessualità prèt-à-portè  (“non fatta in casa”), abbiate pensato ed anche deciso di prendere una certa posizione. La vostra. Sia di tipo “politico”, cioè se volete stare sdraiati, occupando il lato destro o sinistro del letto, sia nel senso se volete stare sopra oppure sotto. Fate mente locale, pensateci bene e decidetevi una buona volta, altrimenti, qua, si fa notte con i preamboli! E poi, dobbiamo passare dalla teoria alla pratica. Non è che ce la dobbiamo stare tanto a menare (mi rivolgo soprattutto alle donne bardolecchionesi).

 

E’ bene sapere che i DS sono politicamente scorretti, se per correttezza politica si intende l’aderenza alle nozioni puritane sposate da alcuni difensori del femminismo. Farò un esempio. Il femminismo ha sempre insegnato alle donne: “Devi essere una donna forte, devi avere il controllo della tua vita”, ma non ha mai insegnato - né dato - alla donna nessuno strumento per raggiungere questa forza. Si limitava a dire: “Se non fai questo, sei una pessima femminista, non sei liberata, non sei forte abbastanza”. In pratica, il femminismo è servito alle donne ad essere insicure nell’infanzia, ma non ha insegnato alle donne ad essere forti. Non ha fatto capire alle donne che essere donne vuol dire “poter scegliere”.

 

Ecco perché la “donna sottomessa” è la vera, autentica femminista perché ha scelto di sottomettersi ad un uomo. Quando non le va, può aprire la porta ed andarsene. Oppure può dire all’uomo dominatore: “Mi sono rotta le palle di stare sotto, adesso tocca a te: abbassati, schiavo!”.

 

Non so quanti di voi abbiamo giocato - da piccoli - a “zompa cavallo che l’erba cresce”. In fondo, quel gioco così semplice,  è il preludio di tutte le nostre vite sessuali (e non solo sessuali). Chi perde sta sotto e chi vince zompa in groppa! A mio parere, le mie prime vere fantasie proibite sono nate proprio mentre vedevo le mie compagnucce d’infanzia abbassate, che reggevano il nostro peso, maledicendoci ed urlando come ossesse. Ma, nello stesso tempo, quella diventava un’esperienza profondamente fortificante, sentirle saltare sulla nostra schiena quasi a spezzarla, vendicative, piene di un forte senso della rivincita e della riscossa, mentre noi maschietti stavamo sotto.

 

Tornando al nostro discorso iniziale, è bene sapere che, per i DS, lo scambio di potere tra amanti è una fonte primaria di eccitazione sessuale, condivisa tra uguali, dove non c’è la contrapposizione uomo-padrone, né quella di donna-schiava. La sottomissione è un atto di resa, il piegarsi alla volontà di qualcuno.  Se il dominatore soddisfa il proprio bisogno personale profondo, anche il sottomesso brama che l’altro assuma il controllo, delega all’altro le decisioni, non si preoccupa degli errori che farà.

 

Molti sbagliano pensando che la sottomissione sia una desiderio prevalentemente femminile. Non è assolutamente vero! Ci sono molti uomini potenti (nella vita) che amano farsi sottomettere dalla proprio donna nella propria sfera sessuale. Questi uomini, capi di aziende, manager, dirigenti, ubriachi di potere e stressati dalle proprie carriere, pensano: “Voglio farmi sottomettere, perché sono stanco di controllare il mio universo!”; oppure: “Sono stanco di prendere decisioni, di controllarmi costantemente. Voglio rilassarmi. Fatemelo (?!). Toglietemi il controllo. Lasciatemi godere il mio tempo”.

 

Ed ecco che i Diesse diventano la vera rivoluzione comunista! Un mondo sottosopra, dove chi, durante il rapporto sessuale, sta sotto, il sottomesso, è generalmente una persona che, nella vita, sta sopra; mentre chi sta sopra, il dominatore, è generalmente una persona che, nella vita, sta sotto, che subisce! Maschi molto virili che diventano sgualdrine in sottoveste; femministe che si sentono più libere di fare quello che gli va veramente e non di subire i desideri del maschio.

 

Per oggi, basta così, riflettiamo un’altra settimana sulle strane dinamiche della vita sociale e lavorativa  e su come queste possano riflettersi (invertendosi) nelle sfere sessuali.

 

Alla prox, scapocchioni!

postato da casalecchiobardonecchia | 00:07 | commenti (7)


sabato, maggio 22, 2004

Nulla di nuovo sotto il sole:

... Infelix, cui torpet hebes locus ille, puella est //quo pariter debent femina virque frui...

(Ovidio, Ars amandi, III, 799-800)

Ah, questi maschilisti antichi... (P.S: per la traduzione, non ci vuol molto....ma se proprio proprio non viene... rivolgetevi a chi sapete!)

postato da casalecchiobardonecchia | 18:33 | commenti (5)


venerdì, maggio 21, 2004




 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



siamo un po' in ritardo ma forse si può rimediare...






postato da casalecchiobardonecchia | 21:06 | commenti (2)


giovedì, maggio 20, 2004

Mel ha scritto in un commento:

"comunque alle amabili padrone di casa 'na volta posso spiegare come si riconosce un macho quasi prima ancora che parli". Propongo una lotta alla pari tra le sex lessons del Barone e le sue (di lei, Mel)  chiose. E comunque, come si diceva iersera davanti ad una buonissima birra tra noi tre casalecchiobardonecchiesi del nord, evviva quel "bocia" che c'è ancora in noi. (io son stato zitto, perché mi sembrava fuori luogo, dato il momento, ma m'è venuto in mente Pascoli e il suo Fanciullino...)

postato da casalecchiobardonecchia | 16:41 | commenti (19)


mercoledì, maggio 19, 2004

O.T.

I commenti al post del 18 maggio u.s. si sono fermati al n° 118Alle ore 11 della sera (23.00 circa) Splinder si è inchiodato. Che sia un segno del destino? Qualcuno conosce la smorfia (non la pernacchia)?

postato da casalecchiobardonecchia | 19:03 | commenti (2)

La donna del culturista.

Seduti al Bar. Lui discute con un suo parigrado (in termini di bicipiti intendo) una questione che appare di gravità assoluta. Lei, capelli nerissimi lunghi e lisci, occhiali da sole tecnologici, maglietta nera attillata, jeans, scape in pelle nera aperte dietro, tacco alto, senza calze, gambe accavallate, gomito appoggiato al bracciolo della sedia, a sospendere una sigaretta vicino al suo volto, sì vicino alle labbra carnose, senza rossetto, lei guarda in una direzione indefinita. Forse è appiattita sui bicipiti ... forse sogna.

p.s. quando osservo mi sembra di farlo sempre con discrezione, oppure i culturisti hanno facoltà telepatiche, morale ad un certo punto lui si alza e mi guarda così male, che io dopo aver scorto il tatuaggio dei parà penso che prundenzialmente è meglio allontanarsi con aria indifferente :-) Però fra ieri e oggi non avrei mai detto che i bar possano essere luoghi così post-stimolanti.

postato da casalecchiobardonecchia | 12:13 | commenti (25)

Continuiamo a navigare queste incerte acque. Cronaca reale di una microconversazione tra due sessantenni.. "Carissimo ho appena incontrato una donzella, di quelle che le nostre mogli dicono disgustate "che volgare", ma che a noi piacciono tanto".
postato da casalecchiobardonecchia | 10:33 | commenti (1)


martedì, maggio 18, 2004

Eppure.

Si palra di sesso dunque? ... Oggettivamente rappresentavi una specie di sofisticatissima sintesi di quello che non mi piace in una donna. Aria altera, incomunicativa, si capisce benissimo che anche tolti gli occhiali da sole, i tuoi occhi non avrebbero espresso nessun margine di indulgenza supplementare. Del resto solo una donna con gli occhi di ghaiccio può pensare di tenere gli occhiali da sole seduta all'interno del locale. Eri vestita di bianco, di un bianco astratto perfetto. Anche le scarpe, da pseudoginnastica, in realtà accessorio di "alta moda", erano bianche luccicanti. Eh no non ti sporchi tu. Le unghie con un insolito taglio rettalngolare, perfette. E lo smalto color perla. E poi la tua posizione, sulla poltroncina del bar. Mollemente apoggiata allo schienale. Esibivi con una finta indifferenza la linea del seno, sotto la maglietta bianca, non attillata ma neppure larga. Larga quanto basta da non poterti assimilare a quelle donne che tu definisci, accompagnadoti con una piccola ma totalmente espressiva espressione del tuo volto, "un po' volgari". Certo tu volgare non sei. Alta classe vero? Orologio di Cartier di acciaio, pardon platino. Ogni gioiello in tinta con quello. Il braccio aperto disteso lungo il bracciolo. Vuoi dire: "io comando". Ho sempre mal tollerato il comportamento di chi esibisce confidenza. E mi piace invece chi si muove nel mondo con una sfumatura di discrezione. In realtà sei tu il distillato della volgarità, il vertice sofisticato della volgarità. Altro che la donna in tenuta da discoteca , quella è solo ingenuità attrattiva razzolante. Sì tu eri la sintesi, la sintesi di quello che non mi piace in una donna ... eppure ... (lascio alla franchezza del Barone il completamento del pensiero) ...

postato da casalecchiobardonecchia | 10:48 | commenti (118)


lunedì, maggio 17, 2004

Credo di dover essere adeguatamente informato sugli strumenti che ciascun abitante di questa casa vorrà usare nella sua stanza per le future lezioni pratiche. In tal modo potrò far trovare tutto il necessario con un congruo anticipo. Ah, a proposito, ricordatevi che dietro il quadro situato sopra il comò di ogni stanza c'è una piccola telecamera grandangolare... Siete avvisati.

postato da casalecchiobardonecchia | 14:30 | commenti (23)


domenica, maggio 16, 2004

 

Lesson uan – Introdakscion (così suggeritomi e corretto da una prof d’inglese).

 

Continuiamo, oggi, se ne avete “VOGLIA”, il nostro corso sul sesso.

 

Va detto, ancora una volta, per chi si fosse perso il mio post precedente o si fosse collegato solo in questo momento (come dicono in tivvù), che qui, non si parlerà del solito sesso, quello fatto in casa... la solita insulsa brodaglia, dal sapore insipido e insignificante… Una lezione sul sesso non è proprio come fare ginnastica, anche se, spesso, siamo portati a vederla così. Quindi, per evitare quello che io definisco “il sesso fatto in casa”, occorre avere la patente di guida ed essere automuniti, ma non solo perché, se capita l’occasione, può scappare di farlo in una piazzola di sosta e sui sedili ribaltabili, ma anche perché può essere necessario spostarsi da una città all’altra.

 

Certo, la distanza non deve essere eccessiva. Cercherete di rintracciare il vostro partner ideale nell’ambito, diciamo, dei cento chilometri. Anche perché, quando ripartirete, potreste essere un tantino stanchi e affaticati, e il colpo di sonno è sempre in agguato.

 

Stabiliamo – preliminarmente -, però, dei concetti-base. Ma questo è soltanto per avvisare che, chi non li condivide o è contrario ad ogni suggerimento in questo campo, può già abbandonare il blog e dedicarsi ad altre letture.

 

Secondo me, nel sesso la parola “normale” non ha senso. Normalmente,  infatti, contrapponiamo questo termine al concetto di “anormale”. Che è un po’ come dire, moralisticamente, che c’è chi fa del  “buon” sesso ed altri che fanno del “cattivo” sesso. Come se si parlasse di vini…

 

Fare sesso per il piacere è un naturale impulso umano e quando procura piacere a entrambi (ci limiteremo nelle prime lezioni di questo corso base a due soli partner, prima di allargare il concetto alle lezioni di gruppo) non c’è nulla di male.

 

D’altra parte, su questi argomenti  (come anche su altri), i bambini, con i loro giochi, potrebbero insegnarci molte cose. Chi di voi non ha mai giocato al dottore e all’infermiera? Come pensate che abbia iniziato il buon Bad a fare sesso? Non rappresenta forse anche quell’antico gioco di infanzia la voglia di fare iniezioni sul sederino, di legare, di imprigionare, di controllare, di tenere fermo l’altro? Non giocano forse i bambini a fare la lotta? E, anche in quel caso, la parola “sado-maso” non scandalizza nessuno. Mentre, solitamente, quando si legge la sigla “S.M.” si pensa o al significato di “singolare maschile”, oppure a quella di “Stronzo di Merda” . E si cambia argomento.  Un po’, nella nostra adolescenza, influiscono, su queste cose, le prime colpevoli pippe, la solita repressione censoria (esterna ed interna), i pregiudizi, i tabù che ci vengono imposti dalla famiglia e dalla Sacra romana chiesa, e così non se ne parla più…

 

E allora ecco che può diventare utile sapere e scoprire se noi facciamo parte della “solita brodaglia” oppure vogliamo assaggiare altre pietanze. E meno male che avevo detto che non bisogna parlare dei vini…

 

Certo, non è questo un argomento che si possa tirar fuori al primo appuntamento con il proprio partner: “A proposito, andiamo a casa, così mi puoi legare al frigo e picchiare con lo scolapasta”. E occorre quindi applicarsi, studiare, approfondire. Fare delle prove. Prima da solisti (alle quali molti di noi sono ormai molto abituati) e poi d’orchestra (che è un po’ più difficile). Ed è quello che cercheremo di fare, qui, con un breve corso di lezioni che potranno essere applicate a casa, solo una volta che avrete stabilito con il vostro partner quella necessaria confidenza… Se non c’è il partner dovrete chiedere aiuto ad un amico o ad un’amica (a seconda delle vostre inclinazioni). Se non avete nemmeno quelli non vi rimane che comprarvi una bambola gonfiabile, anche se non è proprio la stessa cosa… Gli animali domestici (cani, gatti, canarini, pesciolini rossi, criceti, conigli nani, iguana, elefanti), per il momento, li metterei da parte.

 

In ogni caso, ricordatevi che, in questi casi, la prudenza non è mai troppa e quindi vi consiglio di portare sempre con voi, oltre la cassetta del pronto soccorso (alcool, cerotti, tantum verde per i gargarismi, ecc.),  ed anche gli arnesi necessari da ferramenta (pinze, martello, chiodi di varie dimensioni, del nastro isolante, cacciaviti a stella, ecc.), un paio di manette, una museruola ed un guinzaglio. Questi affari, d’altra parte, possono tornarvi necessari anche in altre occasioni. Se vi scippano e fate cadere il maleintenzionato dal motorino, le manette possono servire per bloccare il vostro aggressore; così come anche i chiodi, il martello ed il cacciavite servono per riparare la marmitta del ciclomotore. Se vi capita di trovare un cane abbandonato, anche il guinzaglio e la museruola possono tornarvi utili. O no?

 

Altri due ingredienti necessari, per partecipare al corso, sono i vestiti di pelle o in lattice di gomma oppure in cuoio. Una volta che vi sarete procurati questo equipaggiamento-base, farete un versamento mediante un semplice bollettino di c/c postale in mio favore e potrete dire di essere pronti ed iscritti.

 

Un’ultima raccomandazione. Occorre stabilire preventivamente un codice di sicurezza prima di cominciare qualsiasi pratica erotica, in modo da garantire la sicurezza fisica dei partecipanti. Ovviamente, non potrà essere la parola “basta” per due semplici motivi:

 

1)      il primo motivo è che, durante le prove, potreste essere impossibilitati a parlare (pensate ad esempio ad una bocca ostruita da un pezzo di cuoio o dal nastro per imballaggio);

2)     il secondo motivo è che, spesso, la parola “Basta! Basta!” è un incitamento a continuare e viene quindi fraintesa, perché chi la urla, in realtà vuole che l’altro continui e l’altro lo sa (o almeno lo immagina)!

 

Useremo quindi un gesto convenzionale. Un gesto qualsiasi. Il primo che mi viene in mente è l’occhiolino. Quando vedrete strizzare l’occhiolino al vostro partner, allora vuol dire che dovrete fermarvi. Chi non lo farà, pagherà pegno (con un altro versamento in mio favore).

 

Tutto ciò premesso, occorre, infine, stabilire i ruoli dei partecipanti al gioco. Chi vuole stare sopra e chi vuole stare sotto. Vi lascio un mese di tempo per pensarci. Perché so che, questa, è una scelta difficile e, intorno a questo argomento, si aprono lunghissime e tediose discussioni…

 

Alla prossima, scapocchioni!

 

postato da casalecchiobardonecchia | 17:53 | commenti (22)


sabato, maggio 15, 2004
In qualità di maggiore (major aetate, anche se secondo dopo casablanco), e di maggiordomo, vi comunico che se fosse per me eliminerei dalla casalecchiobardonecchiacasa la televisione, ma visto che le mie mansioni non lo permettono acconsento a lasciarla con il solo avviso che certe trasmissioni vengano viste solo per un approfondimento culturale in senso critico e non perché siano le migliori (il che può essere, ma lo ammetterò solo dopo un pantagruelico pranzo a base di salumi emiliani e vini piemontesi forniti dalla dispensa di casalduemaroni - possono anche andare piatti tipici abruzzesi, pugliesi, campani, bolognesi, trentini, svizzeri sempre però accompagnati dal loro succo d'uva). Per quanto mi riguarda, permetterei solo la visione di ingmar bergman (dopo aver provveduto a sistemare, accanto ad ogni poltrona uno di quei trespoli per tenere le flebo... indovinate piene di cosa). ho detto.
postato da casalecchiobardonecchia | 15:49 | commenti (11)


venerdì, maggio 14, 2004

ANVEDICOMEBALLANANDO

La cosa migliore vista in tv negli ultimi 10 anni

 

postato da casalecchiobardonecchia | 18:01 | commenti (3)


mercoledì, maggio 12, 2004

ci sei o ci fai?

Non la dà a vedere... ma solo a provare

postato da casalecchiobardonecchia | 23:05 | commenti (3)

Piatto ricco mi ci ficco. et voilà un po' di sesso non guasta, anche quello virtuale, perché no. ma ciò che più mi aggrada sono le fotine. Sublime vocabolo ricco di ancestrali richiami ludici, lubrici e lubrificati. "dalla" non è un cognome, è un imperativo! dall'elenco telefonico "Domenica Dalla Via in Piazza" povera signora, o s'ignora?

postato da casalecchiobardonecchia | 00:05 | commenti (2)


lunedì, maggio 10, 2004

 

Finalmente! Alla fine, ce l’ho fatta! Urrà! Grazie alla cortese collaborazione di Annina, nonché all’elettrostimolazione di Blancoeblue, sono riuscito – dopo lunghe peripezie e colpi di capozza - a trovare le vostre tracce, brutti scapocchioni nullafacenti!

 

Ed ora, nascosto da quest’incredibile e fantastico anonimato, posso finalmente dire quello che cappero mi pare! A capocchia!

 

Prima cosa. Non ho capito perché questo Blog lo avete chiamato così “Non solo Casalecchio”, ma un giorno qualcuno me lo spiegherà… Per ora, non me ne fotte un cappero.

 

Seconda cosa. Oggi vi parlerò di sesso… So per certo che molti di voi (come me) non lo praticano da lungo tempo e quindi il tema è diventato di scottante attualità…

 

Esploreremo assieme (voi a casa vostra ed io nella mia) alcune attività sessuali controverse e rischiose. I lettori sono esortati a non cimentarsi in nessuna delle attività che verranno qui di seguito descritte. Chi scrive non si assume nessuna responsabilità per l’esercizio o l’esecuzione impropria delle pratiche spiegate.

 

Intanto, dovete mandarmi una dichiarazione liberatoria che siete tutti adulti ed esplicitamente consenzienti. Qui non si vuole imporre niente a nessuno e, del resto, imporre qualsivoglia pratica sessuale a un partner riluttante sarebbe illegale oltre che scarsamente costruttivo.

 

Alla prossima, mie prodi scapocchioni!

 

PS: il mio più grande sogno era partecipare ad un blog di sesso! Sono finito nel posto giusto vero?

 

PPS: intanto, per riscaldare l’ambiente, non si potrebbe mettere qualche donnina nuda?

 

postato da casalecchiobardonecchia | 16:52 | commenti (15)


venerdì, maggio 07, 2004

 

Arrivo sempre quando tutto tace, in questa casa. Oe'! Mo' che mi so' risvegliata io, mi dormite tutti? Io ho portato un po' di cose, ohibo'. Ma qua sono spariti tutti, ma dove siete? Ah sì...forse, lo so! ;-)

postato da casalecchiobardonecchia | 23:29 | commenti (2)

Molti pazzi, una sola firma. Appena nato e già un cult (ora come ora, qui si commenta a capocchia, poi si vedrà).