Non solo Casalecchio

giovedì, aprile 29, 2004

LE ORIGINI DELLA CASA EDITRICE CUCU'LIBRI' (Versione 1, Parte 1)

CasalecioMona sul suo blogo ha anticipato che si facevano le riunioni a Rimini con piadina e salame: c'erano una disegnatrice che voleva pubblicare i disegni e non gliene poteva fregare di meno degli esseri umani, un corpo estraneo -e se posso permettermi la bassezza, neppure un granché come corpo, come peraltro tutti i presenti a parte CasalecioMona-, e cinque amici dei tempi, allora vicini, dell'Università: lo Sparagnino, i Due Morosi, e, appunto, CasalecioMona e Casalquell'atro. Questi ultimi due una notte dormirono in un matrimoniale, senza consumare, precisa il Mona. L'altro aggiunge che quella notte non abbiamo consumato solo perché io ci ho il sonno leggero e ogni volta che avvertivo una qualsivoglia forma di pressione mi svegliavo e andavo a farmi un giro. Eravamo uan banda di incompetenti, però il libro su Deper, il quarto e penultimo della casa editrice, venne fuori un gioiellino (merito del padrone di casa). Ci fu anche un'altra riunione, a Trento, per via della distribuzione. Tutti parlavano in dialetto, non ci si crede, l'unico straniero ero io. C'era Mics che ragionava così: Mona, un laor su Depero ghe manca, lo amo fato, mona. Se riuscissimo a far credere che era una raccolta di inediti di Delpiero si venderebbe ancora.

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Ok, non ho idea precisa di cose da scrivere, però era da troppi giorni che non deliravo a Casalecchio e mi mancava. Per esempio, ho davanti a me un ... no, non va bene. Ecco, vi racconterò un sogno che ho fatto una decina di anni fa. C'era questo tipo simpatico e goffo che doveva superare una serie di prove attraverso l'universo, di pianeta in pianeta, stelle fisse, empirei, giganti rosse, pulsar, quasar, comete, strani filamenti bianchi brillanti, una cosa lisergica, come paice a me. Nel sogno io ero una sorta di guardiano, vigilavo che al tipo non capitassero gravi incidenti, perché lui, davvero, era simpatico, ma imbranato. Insomma, strano ma vero, ce la fa, supera le prove, salta da un pianeta all'altro, dagli anelli di Saturno a Orione il Cacciatore, dalle Orse ai Cani, dagli Scorpioni ai Pangolini -la costellazione del Pangolino l'abbiamo scoperta in quell'occasione- e finalmente arriva al cospetto del Maestro, che non è il Creatore e nemmeno il Demiurgo e neppure il supremo Fattore (quello che oggi dirige il realitisciò La Fattoria delle Mezze Seke): più precisamente il suo nome è Mastro dei Nomi, il suo compito attribuire il nome definitivo a chi supera le prove spaziali. Eccoci, dunque al suo cospetto. Egli, augusto austero ampio e amichevole, guarda negli occhi il tipo goffo e simpatico e gli dice: da oggi ti chiamerai Gongolo. Solo allora l'ho riconosciuto: era proprio lui, il più giulivo dei Sette Nani. Non so se afferrrate il senso della rivelazione: i Sette Nanoni non sono sempre stati un gruppo unito, ciascuno aveva una storia precedente. Degli altri non so nulla, di Gongolo vi ho raccontato la giovinezza siderale.

Um abrazo muito forte

CasalFreudGrimm

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martedì, aprile 27, 2004

TRANSIERUNT OMNES

La salma è la virtù dei morti

(B&Bergonzoni)

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venerdì, aprile 23, 2004

Visto che per leggere le capocchiate di blanco bisogna andare un po qua un po la, posto qui un nuovo "CASALBLANCO dixit" un dixit che per sua stessa ammissione è capocchioso, da meritare - e questo lo dico io - di essere riportato qui.

Ciao AnnArè, un bel pò di anni fa un mio amico aveva comperato una macchina che secondo la pubblicità che ne facevano era quella che consumava di meno in assoluto. Decisi di farlo felice mettendogli nel serbatoio qualche litro di benzina ogni volta che mi capitava l'occasione di poterlo fare senza che lui se ne accorgesse, praticamente portandolo al primo tagliando che a quei tempi si faceva tra i 1000 e i 1500 km con il serbatoio di benzina ancora praticamente pieno. Nel frattempo lui continuava a fare dupalle così (tra l'altro senza essere creduto) a tutti quelli che gli capitavano a tiro sostenendo che benchè avesse percorso più di 1000 km il pieno che aveva fatto all'inizio era praticamente intatto. Dal giorno in cui effettuò il primo tagliando smisi di rifornirgli il serbatoio ed ovviamente la macchina cominciò a consumare come tutte le sue colleghe di questo mondo ed appena cominciò a lamentarsi della cosa gli dissi che sicuramente nell'officina in cui gli avevano fatto il tagliando avevano combinato qualche casino al motore perchè anche a me pareva strano che la macchina aveva iniziato a consumare proprio dopo che quegli incompetenti ci avevano messo le mani. AnnArè tu non sai cosa darei per poter assistere di nuovo alla scena che avvenne in quella officina con lui che dava del somaro incompetente a chiunque osasse contraddire che la sua macchina aveva fatto davvero più di mille chilometri senza consumare una goccia di benzina e coi meccanici che cercavano di rabbonirlo dandogli ragione come si fa con i matti mentre guardavano allibiti me che allagavo le braccia e scuotevo la testa come a dire checipossofare... Ovviamente la verità non l'ha mai saputa, e quando qualche tempo dopo ha provato a tornare sull'argomento gli ho detto di piantarla una volta per tutte con quella storia perchè se proprio lo voleva sapere io a quella puttanata che la sua macchina aveva fatto più di mille chilometri senza consumare benzina non avevo mai creduto. (La cosa col tuo post c'entra solo per il fatto che dentro una macedonia ci va un pò di tutto, commenti a capocchia compresi).

Casablanco dixit parte seconda

sottotitolo: ma che fine ha fatto la buonanima di bad?

Uhuuuuaaaaaaaaaaaa!!! (pianto disperato) Uhuuaa... (pianto altrettanto disperato ma con meno dispendio di vocali) sig, sob, snif (rispettivamente singhiozzo in levare, singhiozzo in battere e tirata su di naso) Uhuuaaaaaaaaa... (pianto disperato con puntini di sospensione che preludono un coccodrillo strappacore) Ohi me gramo, ohi me meschino (lo so, me-meschino è cacofonico assai, ma quando uno piange a stecose ncebada) ohi me gemebondo, ohi me tapino (anche ohi me tapiro non sarebbe male, in fondo se uno piange un pò attapirato lo è), ohi me dolente, ohi me gemente, ohi me i cui sospiri di sconforto e di costernazione superano, e di gran lunga, i sospiri di sconforto e di costernazione della media nazionale (di quella europea non ho i dati e quindi non so) Uhuuuuaaaaaaaaaaaa!!! ( reitero di pianto disperato) 'Nguènguèèèèèèèèèèèèè (pianto da neonato a cui hanno tolto il ciuccio dalla bocca, fa spezzare il cuore uno 'nguènguè fatto con tutti i crismi) Uhuuaaaa (pianto disperato che prelude il "perché" che viene sempre pronunciato tra le lacrime e i singhiozzi)... sig...sob...sig...sob...ecc..(assolo di batteria di singhiozzo) perché perchééé perchééééééééé PERCHEEEEEEEE!!!!!!!!!!!.... (crescendo di perché, rebemolle-sussurrato il primo, fadiesis-parlato il secondo, pieno-sol il terzo e do di petto-squarciagola il quarto)... Bad, Bad, Bad! (da pronunciare scuotendo affranto la testa) perché mi vuoi lasciare, perchè non mi ami più? ( ... ) Pausa di silenzio di qualche secondo e poi ricominciare "ad libitum":perché perchééé perchééééééééé PERCHEEEEEEEE!!!!!!!!!!!....

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giovedì, aprile 22, 2004

Blanco dixit: Umorismo teutonico. Il paradiso è quel luogo dove i meccanici sono tedeschi, i cuochi francesi, i poliziotti inglesi, gli amanti italiani e l'organizzazione è svizzera. L'inferno è quel luogo dove i meccanici sono francesi, i poliziotti tedeschi, i cuochi inglesi, gli amanti svizzeri e l'organizzazione è italiana. (Ogni volta che vado da quelle parti i crucchi me la raccontano)

Pensavo noi l'organizzazione svizzera ce l'abbiamo (e che torte) gli italiani anche, a qualche organizzazione ci pensano anche loro. Tutti si vogliono bene e si amano. Che succede Blanco se svizzeri e italiani amano e organizzano assieme?

E' la "Vertigine" (il penuiltimo mare secondo Borges). Per l'ultimo "Annichilimento", facciamo un bel rinvio che ne dite?

postato da casalecchiobardonecchia | 23:52 | commenti (4)

Sfriziola ci chiede "siccome la torta è finita, ed è rimasta solo la foto, che ne dite di offrirmi un caffé? O una tisana, o un bicchierino di porto, o anche un bicchier d'acqua, qualcosa insomma... suvvia :-)".

Sì dai sfriziola un bicchierino di porto ci starebbe...vado a prenderlo...santo iddio...è finito...catooooooooooooooooooo! maggiordomooooooooooooooo! dove sei finito???? siamo rimasti senza scorte di vinelli e liquori...catooooooooooooooooooooooooooooooooooo!

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lunedì, aprile 19, 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 




(ogni promessa è debito, vostra aff.ma Sfirziola)




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CORTOCIRCUITO

Ecco, il cortocircuito c'è stato. Non poteva essere diversamente, prima o poi doveva accadere. La finzione è entrata nella realtà.

Sul giornale regionale trentino "L'Adige" in un fondo del direttore, si legge:

"Ilaria, studentessa del professor CasalecioMona, Liceo Casalecchiese, mi viene a fare l'intervista più strana che abbia mai subito. Mi chiede dell'inferno, partendo da Dante per arrivare ai giorni nostri..."

Vedete, il morbo casalecchiese può attecchire, perfino in mezzo alle Alpi.

Il compito impossibile della classe quest'anno è "Fai un'intervista sull'Inferno ai personaggi più (in)sospettabili". Ilaria ha cominciato con il direttore del giornale. Fra poco sarà la volta del vescovo, poi del presidente della provincia, poi dell'imam.

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ELENCO INUTILE E NON ESAUSTIVO DI STRUMENTI MUSICALI STRANI DELLA TRADIZIONE EUROPEA

In ordine alfabetico:

 

Alboka

Bandura

Crwth

Darbuka

Domra

Gaida

Gusle

Friscaleddu

Hardagerfele

Jouhikko

Kantele

Kaval

Korkles

Liròn

Putipù

Tapan

Txalaparta

Surdulina

 

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sabato, aprile 17, 2004

 

Cronaçao da Madeira

Qui  e' tutto un prançao e una cenao (a parte la coincidenza per Funchal persa ieri sera, causa ritardo all'origine - Malpensa, ovvio - a parte una notte non prevista a Lisbona, a parte bagagli dispersi e a parte le misere 4 ore di sonno). Il vino e' buono. Dopo aver discusso a tavola tutta la sera - J. ed io - dell'opportunita' o meno di gridare "Diooooooooooooo" in certi momenti topici, contando sul fatto che nessuno dei presenti capisse una sola parola d'italiano, quando  tre minuti fa abbiamo chiesto (in francese) al Direttore del Festival in che lingua preferiva che facessimo il nostro intervento domani sera, ci siamo sentite rispondere: "In italiano. Se parlate lentamente, lo capiamo bene". Al che, ci siamo guardate in faccia - J. ed io - e all'unisono ci siamo chieste: "Dici che abbiamo parlato abbastanza in fretta finora???".

 J. vorrebbe mandare un bacio a Casablanco, ma dice che non puo' perche' qui mettono l'aglio dappertutto.

Tempo per aggiungere altro non ho e neanche per andare per blog (ma i miei casalecchibardonecchi valevano bene gli 0,50 centesimi per 10 minuti di connessione ;-)))). Obrigado. Un bacio a tutti.

CasalecchinhA

 

 

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venerdì, aprile 16, 2004

NOMI SIOUX ANCORA DISPONIBILI

Dall'Anagrafe Sioux (o Lakota) riceviamo il seguente elenco di nomi ancora disponibili. Si attendono al più presto analoghi comunicati da parte delle Anagrafi Cheyenne, Apache, Irochese e di Rifondazione Comunista.

Luna Storta d’Autunno

Cavallo Basso

E’ in Riunione

Fior di Luna di Traverso

Palpa le Infermiere

Capello Caduco

Venti Multe

Ha visto la Corazzata Potemkin

Grande Magath

 

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giovedì, aprile 15, 2004

PROGETTO PER L’EDUCAZIONE ELEMENTARE DEI BAMBINI E BAMBINE CASALECCHIO-BARDONECCHIA DAI 6 AI 12 ANNI

 

 

PRIMO MODULO 

Musica elementare.

Disegno elementare di oggetti, lettere e numeri. Puzzle di 10-20…fino a 100 pezzi.

Invenzione narrativa.

Scrittura elementare, frasi.

Canto.

Aritmetica elementare, a mente, a mano e con calcolatrici.

Giochi multimediali, liberi e finalizzati all’apprendimento in forma ludica.

Indovinelli.

Elementi di danza.

Circuiti elettrici semplici.

Acrobazia elementare.

Camminare sul filo basso.

Coltivare l’orto. Allevare piccoli animali.

Educazione alla discussione dialogica e collettiva.

Ascolto di storie.

Piccole questioni esistenziali.

 

SECONDO MODULO

Suonare uno strumento a fiato.

Disegno: facce, paesaggi piccoli, movimenti. Puzzle di 1000 pezzi.

Commedie musicali.

Invenzione narrativa.

Scrittura di paragrafi.

Aritmetica complessa, a mente a mano e con calcolatrici.

Giochi multimediali, ipertesti semplici.

Acrobazia complessa.

Arguzia e logica.

Danza complessa.

Passeggiare sul filo ad altezza media.

Impianti elettrici. Plastici.

Coltivare i campi. Allevare api.

Discussione collettiva. Dispute individuali e collettive su temi dati.

Ascoltare la lettura di racconti.

Questioni materiali e religiose.

 

TERZO MODULO

Suonare uno strumento a tastiera.

Allestimento dramma teatrale con invenzione della drammaturgia.

Scultura su cera, plastilina, argilla, pongo.

Algebra semplice, a mente, a mano e con calcolatrici.

Scrittura di testi completi.

Arguzia e logica complessa.

Danza acrobatica complessa.

Passeggiare sul filo senza rete.

Costruire un motore. Plastici di città e regioni.

Risoluzione di problemi di politica scolastica.

Ascoltare la lettura di romanzi.

Religione trascendente.

 

QUARTO MODULO

Educazione all’ascolto della tradizione musicale, colta e popolare.

Perfezionamento strumento musicale prescelto.

Disegno dal vero di paesaggi e figure. Fotografia.

Allestimento di cortometraggi.

Geometria e trigonometria elementari.

Schemi di falsificazione.

Trapezio e acrobazie con animali.

Fisiologia animale e biologia.

Scrivere racconti.

Progettare e costruire una casa.

Ascoltare la lettura di saggi brevi.

Letture di storia del mondo.

Geografia del mondo.

Misticismo.

 

QUINTO MODULO

 Disegno dal vero e disegno astratto. Fotografia avanzata.

Dramma intimo.

Autobiografia.

Scrittura di romanzi.

Fisiologia umana.

Linguistica.

Storia dei popoli.

Progettare e costruire un piccolo quartiere.

Diffamare e difendere.

Astronomia e astrofisica.

Acrobazie complesse di corpo e anima.

Coltivare e incrociare ortaggi e fiori.

Giochi di squadra.

Materialismo.

 

SESTO MODULO

Lettura lenta.

Disegno lento.

Memoria prodigiosa.

Storia economica.

Equitazione.

Costruzione di utensili.

Calcolo.

Acume e logica superiore.

Religione differenziale.

Materialismo complesso.

Imprese affaristiche elementari.

Oratoria complessa.

Fisica nucleare e chimica post-organica.

Assemblaggi di automi.

 

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mercoledì, aprile 14, 2004

 

DIVINAZIONE

(divinaziùn)

 

Divinazione capocchiata a dann… ehm divinazione scientificamente elaborata a favore di tutte le nate il 7.6.1970 alle 18.15, gemelli ascendente scorpione, che stanno per partire per Madeira in compagnia di J. e che non vorrei che partissero senza aver prima subito il mio vaticinio.

La divinazione sarà riferita alla prima settimana di settembre del 2017 anno in cui tutte le nate in quel giorno ed a  quell’ ora e che ora stanno per eccetera avranno i capelli tinti ed impiegheranno per truccarsi il quadruplo del tempo che impiegano ora.

 

LUNEDI

(affari)

Acquisterete ad un’asta televisiva per una cifra esagerata un ignobile falso e vi darete una martellata sul pollice cercando di appenderlo in salotto.

MARTEDI

(cultura)

Compilando il modulo di iscrizione di vostro figlio al doposcuola, scriverete sezione con due zeta e vi vergognerete come una ladra quando la bidella ve lo farà notare. I minuti che perderete per riscrivere il modulo manderanno fuori tempo il vostro disco orario e vi beccherete una multa per divieto di sosta.

 

MERCOLEDI

(bellezza)

Accompagnerete la vostra migliore amica dal parrucchiere e la sciampista vi prenderà per sua madre. Assumerete un curioso incarnato livido per tutta la settimana.

 

GIOVEDI

(amore)

Leggerete il seguente annuncio nella rubrica dei cuori solitari: “Ottantenne bavoso e repellente cerca fanciulla in fiore per trastullarsi un pò, escludonsi fotomodelle o indossatrici” Cercate di resistere alla tentazione di rispondere: sul fatto di non essere fotomodella o indossatrice ci siamo, ma sarà dura fargli credere che siete una fanciulla in fiore.

 

VENERDI

(fortuna)

Avete presente un cane in chiesa?

 

SABATO

(la luna consiglia)

Cercate sempre di uscire di sera, al buio i difetti si notano di meno

 

DOMENICA

(gli astri)

Giove vi osserverà impotente e scuoterà mestamente il capoccione

 

 

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martedì, aprile 13, 2004

 

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lunedì, aprile 12, 2004
Sono le 23,30 di lunedì 12 aprile. Arrivo e non c'è nessuno. Sono il primo della casa, a parte l'anonimo omicida romano (?) che deve aver fatto un incubo di quelli giusti. Ma si sa com'è: le libagioni di Pasqua hanno questi effetti deleteri, ma narrativamente simpatici. Ora si ritorna a bottega: anche CasalecioMona è pronto per stupirci con le sue Mònadi (versione filosofica delle Monàde nordiche) e gli altri? CasalIndovino deve ancora divinare (ma forse lo ha già fatto domenica durante la seduta 'spiritica' del pranzo pasquale); CasalecchioDueMaroni non si è fatto ancora sentire: si sarà di certo dedicato a qualche ballata folk dell'isola di Pasqua. L'Avvottero alias CasalVaricella ogni tanto s'è visto qua e là postare alla disperata ...Sfirziola ha regalato delle magnifiche uova e poi s'è presa qualche giornata di riposo.... Gli altri.... boh. Bando alle ciance. domani si ricomincia a capocchiare, e che sia finito questo languore!
postato da casalecchiobardonecchia | 23:40 | commenti (11)

 

Gentili signori,

questa è una lettera anonima ed io non mi vergogno affatto a nascondere le mie aberrazioni sotto le gonne di una identità fittizia dietro la quale potrebbe esserci uno qualsiasi dei sette cialtroni che se avessero di meglio da fare di sicuro non verrebbero a perdere tempo qui dentro.

Ho deciso di depositare qui le mie colpe segrete con il duplice intento di alleggerire i gravami della mia balorda coscienza e con la sadica speranza che i sospetti riguardo alle medesime mi vengano alleggeriti di sei settimi ed il rimanente possa essere ridistribuito fra i gli altri casalecchi restanti.

Sono un essere abietto, ossaccio.

Orbene sono qui per confessarvi la prima delle mie ribalderie perpetrata con assoluta mancanza di malafede quando ero giovane, candido e disposto a prendere in considerazione qualsiasi disegno il fato avesse avuto la dabbenaggine di propormi.

I remember il giorno di pasquetta di ahimè non pochissimi anni fa. Non era una giornata di emme come quella che il Padreterno ci sta propinando oggi, ma una bellissima giornata di quelle di quando c’erano ancora le mezze stagioni di una volta con gli uccellini che cinguettavano, gli alberi in fiore e tutto il resto come da regolamento quando, attraversando a piedi Ponte Milvio vidi una splendida ragazza bionda seduta sul parapetto con gli occhi persi nella acque limacciose del Tevere.

“Non avrà mica intenzione di suicidarsi? –pensai- Una così bella ragazza! Debbo assolutamente impedirglielo. Ma come si può pensare ad un gesto così insano? Le dirò che la vita è una cosa meravigliosa, le parlerò del sole del cielo, della primavera… Forse vuole morire per una delusione d’amore. Le dirò che, carina com’è, chissà a quanti uomini piacerebbe farla felice… Piacerebbe anche a me. Certo, sarebbe bello se si innamorasse di me, io una così la sposerei subito… Sarebbe romantico: io la salvo e lei passa tutta la sua vita con me. Potremmo avere dei bambini, vederli crescere, dividere le preoccupazioni. I figli, certo, te ne danno tante… Lei, poi, deve avere un carattere fragile… Vorrà dire che ricadrà tutto sulle mie spalle. Basta che non mi diventi isterica, che con le gravidanze non ingrassi, che non si metta a darmi ordini con due dita di crema sul viso e coi capelli pieni di bigodini! Certe volte le donne sono proprio insopportabili…”

La ragazza intanto stava sempre sul parapetto e non c’era tempo da perdere. Perciò mi avvicinai, le misi una mano sulla spalla, e le diedi una spinta.

 

postato da casalecchiobardonecchia | 08:31 | commenti (5)


giovedì, aprile 08, 2004

CasalecchioGalindez sente il bisogno di chiarire che le sue simpatie per il glorioso Deportivo A Coruna non sono dovute (soltanto) alle brillanti eliminazioni di un paio di vituperatos equipos italianos. Esse risalgono al 1990, quando l'amica Daniela (ricordata negli annali perché il suo letto degli ospiti del tipo scatola apribilie si richiuse mentre ci dormivo io), mi spedì uan cassetta del gruppo folk gallego Citania, che io amai profondamente. Scoprri allora una porzione di cor gallego dentro di me. GIà che capocchio di calcio, mi piace qui rievocare un'altra mia simpatia, questa infantile, quella per il Chelsea. Allora, c'era la finale di coppa d'Inghilterra alla tele, Chelsea vs Leeds. Il Chelsea mi conquistò per due ragioni: il portiere era vestito di bianco e non di nero; i colpi di testa del dinoccolato Jackie Charlton. A conferma di quanto fosse ben riposta la mia simpatia per la squadra venne più tardi l'aquisto dal Parma di quel bravissimo uomo di Gianfranco Zola; a conferma di quanto fosse ben riposta la mia simpatia per Jackie venne la conferenza stampa dopo la partita Egitto-Eire 0-0. L'Irlanda era allenata dallo spilungone. Non ricordo quali mondiali fossero, '90 o '94, ma accadde che il coach dell'Egitto ringraziasse Allah per il pareggio contro il titolato avversario. Venuto il suo turno Jackie rispose: sarà stato anche merito di Allah, ma i miei ragazzi hanno preso un sacco di botte.

Se si arrivasse a una finale di Coppa dei Campioni (sono un conservatore linguistico) Chesea-Deportivo, potrebbe essere la volta che CasalecchioGalindez torna a vedersi una partita.

postato da casalecchiobardonecchia | 10:28 | commenti (14)

Questo post rappresenta una specie di esito in chiave antinarcisistica, della capocchite, ed è stato scritto al solo scopo di essere commentato. Ovvio che nessun commento potrò essere accusato di essere eccentrico rispetto al suo contenuto.
postato da casalecchiobardonecchia | 08:17 | commenti (47)


mercoledì, aprile 07, 2004
....Esiste un super 8 che documenta come l'avventura renda felici. Penso che per l'autore potrebbe leggersi anche "... come la ventura renda felici." vedete un po' voi...
postato da casalecchiobardonecchia | 17:49 | commenti (30)

Questo annuncio è rivolto a tutta la gente che si ostina malgrado tutto a razzolare qua dentro ed a tutti i perditempo che qui si attardano a commentare. Quel trombone che risponde al nome di Blancoebleu ha più volte dichiarato che considera l'astrologia, gli oroscopi e tutto ciò che si può riferire ai segni zodiacali un insulto all'intelligenza. Non solo, ma non ha mai provato a nascondere il suo disprezzo per chi prende sul serio gli argomenti di cui sopra. Una volta l' ho sentito addirittura dire che bisognerebbe dividere in due gli esseri viventi: i pensanti da una parte e quelli che credono all' influenza degli astri e gli animali dall'altra aggiungendo poi che siccome nessun animale ha mai manifestato interesse per l'oroscopo, i creduli automaticamente risulterebbero divisi anche da questi. Poichè invece il sottoscritto sa per certo che la Vertità da che mondo è mondo è stata sempre appannaggio dei maghi Otelma e volendosi da questo momento in avanti cimentare nella nobilissima arte del divinatore, chiede ad ognuno di voi di fornire la data e possibilmente l'ora di nascita affinchè possa stilare per ognuno un oroscopo esattamente relativo al giorno che ognuno di voi avrà la sfrontatez... ehm l'accortezza di indicare. Grazie

Il vostro mago Barbablanca

postato da casalecchiobardonecchia | 10:35 | commenti (38)


martedì, aprile 06, 2004

OFF TOPIC

Cosa canta un piccolo passerotto appena uscito dal caldo nido della passera?

Sono fuori dal tunnel lelele del divertimento oooo 

postato da casalecchiobardonecchia | 20:51 | commenti (24)

Allora, che siamo in tema di ribellioni e rievocazioni, il mio di '68 è stato meraviglioso, tra gli anni più belli che mi sian toccati in sorte. Innanzitutto all'asilo misi in chiaro la mia posizione di uomo contro duro e puro: il cibo faceva schifo e io  non l'avrei mangiato, e di fare la nanna con la testa appoggiata al tavolino non se ne parlava proprio. E poi, prima che Indiana Jones esistesse, io lo ero: in quell'anno esplorai le Ande, discesi il rabbioso Urubamba in compagnia dei Jivaro, sempre attento che non mi tagliassero la testa per poi rimpicciolirla e venderla ai musei etnologici nordamericani, poi volai con un bimotore sopra all'Aconcagua durante un furiosa tempesta di neve e infine svernai in uan capanna vicino al McKenzie River, dove mi ruzzolai nella neve caduta abbondante quell'inverno. Esiste un super 8 che documenta come l'avventura renda felici.

postato da casalecchiobardonecchia | 16:11 | commenti (1)

IL MIO 68

Ciao bestie, in un commento nel blog di Mics ho fatto riferimento ad un albero di magnolie di cui solo Faro conosce la storia e nei commenti del post che precede il brindisi al casalecchiobardonecchianuovo (ma chi è? Ma possibile che in questa casa devo essere sempre l'ultimo a sapere le cose?)  si chiede a me che avevo 18 anni nel sessantotto di tornare con la mente a quei tempi. Ebbene l'albero di magnolia ed il sessantotto per me sono una cosa sola. Questa cosa sola l'ho raccontata alla mia amica Faro qualche tempo fa in una lettera e la mia amica Faro mi perdonerà se in un attacco di bieca malinconia riporto quella lettera e quei ricordi in questo blog. E' un modo per estendere la mia amicizia anche agli altri casalecchi ed è anche un modo per dire che a me del "sessantotto" non me ne poteva fregà de meno.

Ciao Marfisa (...) ti risponderò in due puntate.
Cominciamo dalla fine e torniamo alla prima domenica di maggio del 1968. Fa parte della leggenda quella domenica: in Francia Danì "le rouge" ed i ragazzi della mia età accendevano la miccia della fantasia:
".... E anche se avete chiuso le vostre porte sul nostro muso, la notte che le pantere ci mordevano il sedere, lasciandoci in buonafede massacrare sul marciapiede, anche se ora ve ne fregate, voi quella notte, voi, c'eravate..."
Ti è arrivata alle orecchie questa canzone? Se qualche cinquantenne cialtrone ti farneticherà del maggio italiano non gli credere, qui li abbiamo copiati più tardi, verso novembre se ricordo bene, e presto divenne un sogno strumentalizzato male, e poi divenne un sogno cattivo.
Nel maggio di quell´anno lì a me nemmeno me passava paa capoccia che si potesse essere presi a botte per un sogno, i francesi avevano avuto Jean Paul Sartre e Boris Vian ed io no, quindi avevo tutti gli alibi del mondo e preferivo dedicarmi ad altro. Al calcio per esempio. Ero un ambidestro naturale, giocavo pulitissimo, per me il calcio era geometria e se mi chiamavano Suarez ci sarà stata pure una ragione. Ma queste cose nei campi di terza categoria non te le puoi permettere, soprattutto se giochi nella Stella Polare di Ostialido e ti devi giocare l'accesso alla seconda categoria in uno spareggio colFiumicino. Lì ci vogliono quelli che menano, quelli che entrano a gamba tesa sui malleoli, quelli che si sanno buttare per farsi dare il rigore o per far ammonire l'avversario, non quelli che hanno Suarez come soprannome, non gli esteti. Marfì, fui escluso dalla finale. Vaffanculo non me l' hanno fatta giocare! Vaffanculo per tutto il sabato pomeriggio ad ogni passo verso casa e vaffanculo perchè forse avevano ragione loro. Ero convinto di essere il migliore e probabilmente lo ero, ma loro avevano vinto pure senza di me, o avevano vinto proprio perchè non c'ero io, chi lo sa?
C'era un albero di magnolie dietro la casa dove abitavamo allora, era enorme ed io in qualche modo lo consideravo mio. Lo usavo per raggiungere la finestra della camera mia senza dover passare dal pianterreno e per far rabbrividire mia madre ogni volta che lo facevo. La mattina dopo accadde qualcosa che mi fece svenire nel sonno. Ricordo vagamente un urto irragionevole togliermi i sensi ed annullarmi il respiro, poi più nulla e poi un fortissimo odore di ozono e sulla fronte le mani di mia nonna che gridava qualcosa che non riuscivo a sentire. Poi l´ovatta che piano piano mi si diradava nella mente, l´aria che ricominciava a riempirmi i polmoni, pezzi di vetro dappertutto, spuntoni di rami a lacerare il materasso e dei boccioli bianchi che bussavano su un frammento residuo della finestra a dirmi che, malgrado il fulmine, sia io che il mio albero eravamo ancora vivi.
Credo che mio nonno ti sarebbe piaciuto: un Kit Carson un pochino più rotondo, senza pizzetto ma i baffi bianchi erano uguali ed aveva una gilera con cui a volte parlava proprio come un cow boy può parlare col suo cavallo. Adorava questo suo unico nipote maschio che portava il suo stesso nome ed al quale ad ogni compleanno piaceva ripetere: "Dimme che vvòi pé regalo e me raccomanno nun me fà spenne poco."
"Statte zitta - disse a mia nonna che gli chiedeva di portarmi al pronto soccorso - Che er fòco se combatte cor fòco."
Mi fece salire sulla moto e poi andammo dal "compagno" Coccia, poi alla sezione del partito socialista a prendere una cassetta di legno, e poi alla spiaggia di Castelfusano dove in una sorta di rito pagano un vecchio, un ragazzo stralunato ed un tizio che sapeva come giocare col fuoco trascorsero la mattinata ad esorcizzare i fulmini sparando contro il cielo i fuochi artificiali che la pioggia aveva impedito di usare alla festa del primo maggio. Mio nonno mi lasciò non molto tempo dopo, verso la fine di ottobre. Aveva senso festeggiare il mio diciottesimo compleanno? Per me lo avevo fatto sei mesi prima e quei fuochi artificiali erano stati il suo ultimo regalo.
(...) A presto, ti devo ancora una puntata. Paolo

 










postato da casalecchiobardonecchia | 14:09 | commenti (5)

Ebbene sì, sono un CASALECCHIOBARDONECCHIANUOVO. Ringrazio stappando una bottiglia di Ferrari Riserva Rosé accompagnandola con sfriziolosissimi stuzzichini preparati da dolcissime mani e serviti su una linda tovaglia di SanGallo. Siete invitati.
postato da casalecchiobardonecchia | 12:38 | commenti (5)


lunedì, aprile 05, 2004

...Mmmmhhh ahhh...mmmm lap hhh... uuuuauuummmmhhhhhhhhhhhhh lec slurpmmmmmsbaciucchmmmhhh... wow... hhhhaaaaaah...Mmmhh..kissssssssssssssssmmmmhhhmmmhhhsssmuacchete...mmm ahhhh AHHHHHHHhhh h.. h.. ...UUUUUUoUUUhhhhhhhh ..... mm .... grazie cara è stato bellissimo, passami una sigaretta. Già accesa per favore.

 

postato da casalecchiobardonecchia | 09:33 | commenti (35)


domenica, aprile 04, 2004

ZAZA'

L'ha già proposto Fellini una volta come inno d'Italia, al posto del parapum-tatà risorgimentale.

Ci state se l'inno ufficiale dei CasalecchioBardonecchia sarà Dove sta Zazà?

Cito a memoria.

Era la festa di San Gennaro, quanta gente per la via, con Zazà amica mia  me ne andavo a passeggià. C'era la banda di Pignataro che suonava o Parsifalle, o maestro sul piedistallo ce faceva delizià. ...al momento culminante... nel finale travolgente... in miezze a tutta chella ggente s'affummarono a Zazà... aro stà Zazà oi MAronna mia? come fa Zazà senza Isaia?... pare pare Zazà che t'ho perduta ahimè, pare pare Zazà te s'è scurdata 'e me... iamme l'a truvà, su facimme 'mpressa, iamme l'a truvà co'lla bbanda in testa... uè Zazà uè Zazà uè Zazà: Isaia sta ccà Isaia sta ccà Isiaia sta ccà... ZAZAZAZAZAZAAAAAAAA-ZAZAZAZAZAZAAAAAAAA-ZAZAZAZAZAZAZAAAAAAAAAA - ZAZAZAZA-ZA!

E poi la seconda strofa, a seguire...

Ovviamente la versione ufficiale è quell'eterno capolavoro dello spirito prodotto dall'interpretazione di Gabriella Ferri.

Forse ci sarà qualcosa di barbaro nella r parmigiano-appenninica di Casalecchiogoloso; lo svacco popolare potrebbe imbarazzare quello snob del nostro sguattero; Sfirziola non ne parliamo, con quel miscuglio svizzero che è; Catomaior ha la cadenza veneta; CAsAnninA forse è la più indicata; l'Apulo darebbe qualche cadenza meridionale sì, ma niente a che vedere con il versante tirrenico; Blanco dovrebbe quasi prenderci ma col caratterino che ha si stufa dopo il terzo verso e si appiccicherebbe con Sfirziola (teneteli lontani); CasalMix c'ha l'accento alpino, ma ha fatto due esami di dialettologia e (udite udite) dentro di lui c'è un quarto di nobiltà napoletana; anche Faro potrebbe farcela, però c'ha le occlusive un po' troppo leni.... L'inno però unificherebbe tutti, di sicuro.

ZAZAZAZAZAZAAAAAAAA-ZAZAZAZAZAZAAAAAAAA-ZAZAZAZAZAZAZAAAAAAAAAA - ZAZAZAZA-ZA!

postato da casalecchiobardonecchia | 18:17 | commenti (18)

Pa-pa-papa-papaaaa
(è la musichetta dello sponsor, non un casalecchiobardonecchia improvvisamente afflitto da balbuzie che chiama Casalblanco o Casalcrudo)

Scena: una camera semibuia, due corpi che si immaginano nudi sotto le lenzuola
-Amore…..
-Siiiii…….
-Amore…..
-Siiiiiii……
-Amore, più forte….
-Siiiiiiiiiiiiiiii……. ehm…. Era troppo forte… mi passeresti le sigarette, per favore?
Profilattici "Tempo": la potenza è nulla senza controllo.
(Embè, ve l'avevo detto che per collegarci di nuovo dovevamo trovare prima lo sponsor)

Sarà che ci ho doti di preveggenza… sarà che la tensione era palpabile nell'aria… sarà che sono un casalecchiobardonecchia sempre attento alle evoluzioni della situazione nella casa… sarà che magari in fondo in fondo porto un po’ sfiga, ma insomma, l'altra volta ci ho preso (d'ora in avanti eviterò con la massima cura di postare previsioni pessimistiche sul mio blog), e la prima crisi ha proditoriamente minato l'armonia e la serenità di Non Solo Casalecchio, la comunità di recupero per menti bacate che Justannie-Muccioli ha aperto in prossimità dell'uscita della A1 direzione Milano (se passate di lì fermatevi a mangiare alla Taverna del Rosso… vabbeh sto esagerando con le indicazioni).
Come l'hanno affrontata i nostri? Con il coraggio che gli è abituale. Infatti, pur di non affrontare la patata bollente (a parte Casalmix che quando sente parlare di patata affronterebbe qualsiasi cosa):
Casalappulo si è inventato una crisi coniugale, l'infingardo.
Casalcrudo si è inventato una famiglia vera con due figli, pur di non rispondere delle sue azioni.
Casalecchio-Milano-Sanremo si è detta disposta a sostituire Cipollini al Tour.
Casoloanna ha detto a tutti in giro che doveva occuparsi della versione remix di "44 gatti".
Casalmix dapprima ha detto, vedi sopra, "Finchè si tratta di patata a me sta bene", però una volta chiarito l'equivoco se l'è data a gambe.
Casalblanco si è inventato un viaggio di lavoro (clamorosa contraddizione, lui non lavora mai).

Ma anche la servitù ha vissuto momenti difficili.
Sfirziola a letto con l'allergia.
L'avvocato Inghippo Guazzabuglio (detto anche Il Mozzo di Bordo) si è improvvisamente visto catapultare addosso una mole di lavoro sufficiente a stendere un avvocato, e non appena Casalblanco ha raccontato le venticinquesima barzelletta sui legulei ("Come fate a distinguere fra l'investimento da parte di un'automobile di un avvocato da quello di un serpente a sonagli? Dove è stato investito l'avvocato non ci sono i segni della frenata…") si è inventata una vacanza e tanti saluti.
Il solo MaggiorCato, inflessibile, ha continuato a tenere in ordine la sua livrea raccomandando a tutti la massima puntualità a colazione, stoico (e anche illuso quando tale raccomandazione veniva fatta a Casalappulo…).

Eppure… eppure… è proprio nelle difficoltà che si vedono i grandi uomini (e le grandi donne).
E' proprio nei momenti più duri che il piglio eroico, la fierezza, l'orgoglio e la consapevolezza di vivere un'esperienza unica e irripetibile fanno la differenza.
Più probabilmente, la differenza l'ha fatta la necessità di non uscire sul pianerottolo per non dover rendere conto al padrone di casa dei mesi di pigione arretrata (non sapremmo neppure descrivere le complicate peripezie che deve compiere la povera Sfirziola per scendere a fare la spesa arrampicandosi alla grondaia).

Ma cosa conta svelare il segreto che li tiene assieme? Che siano ineffabili alchimie fra menti supreme, o la paura del redde rationem con il locatario, importa molto a noi?
E adesso consigli per gli acquisti.

Pa-pa-pa-papapaaaaaaaaaa (vabbè ormai sapete di che si tratta, no? Pure noi dobbiamo campare, teniamo famiglia)
Scena, nuova e sorprendente: un aereo ad elica sorvola un camion fermo su una strada sterrata, c'è un sole che spacca le pietre e non tira un alito di vento. Fuori quadro si sente una voce che dice:
"La tempesta non si placava, ma dovevo rischiare…" Tempesta? Ma se c'è una calma piatta che neanche a Cervia ad aprile…
"Non interrompere. Se dico che c'è la tempesta, vuol dire che c'è la tempesta. Dicevo, era necessario rischiare. Ho un dovere da compiere, io. Ecco… ci siamo quasi… sganciaaareeee….."
Dopo due secondi, si vede il camion ridotto in macerie.

Campagna Pubblicità & Progresso ( a cura del Dipartimento per le politiche diplomatiche israeliane, con la supervisione del Mossad)

Eccoci ritornati assieme.
Ora l'armonia regna suprema.
Casalblanco al lavoro non dorme la notte pensando a Non Solo Casalecchio, bramando di rientrarvi al più presto.
Casalcrudo pur di non dover rubare mai più ore preziose al suo compito di casalecchiobardonecchia medita di sottoporsi a vasectomia.
Casalappulo per compiacere i suoi amici, lui inclita fra gente colta, ha comprato da un rigattiere all'angolo un'edizione (in verità piuttosto datata) dell'enciclopedia "Il Modulo", solo che leggendola si è convinto che le prossime elezioni americane si terranno nel novembre del 1980 e vedranno di fronte Reagan e Carter. Casalmix ha tentato di fargli capire che invece le prossime elezioni si terranno nel novembre 2004 e vedranno di fronte Bush jr. e Kerry, ma Casalappulo gli ha chiesto allora "Che differenza c'è?", e Casalmix ha dovuto convenire con lui che forse la differenza non è poi così abissale.
Casalerno e Casalecchio-Bastogne-Liegi, pur di non turbare la serenità riconquistata, accettano di buon grado di vedere la partita della nazionale in TV invece dell'amato "Ispettore Derrick". Per di più Casalecchio-Parigi-Roubaix si sottopone di buon grado a estenuanti sedute serali, ogni martedì, di tattica calcistica telefonica pre-partita con Casalappulo, pur di acquietare gli animi.

Anche la servitù è rientrata. Poi, visto lo stato in cui versa la casa, è subito uscita, lasciando la porta aperta al padrone di casa. Che succederà adesso? Riuscirà Casalblanco a sposare Sally Spectra prima che Casalmix si accorga che in realtà Casalfarmaco è suo nonno (delirio dello sceneggiatore-bloggatore)?
Il seguito alle prossime puntate (sempre se troviamo gli sponsor).

Pa-papa-papa-papapaaaaaaa (eddai, restate su questo canale)
Scena: gnoccolona semisvestita che con fare da panterona sexy ammicca a Casalmix, dicendogli:
"Toglimi tutto, ma non il mio Breil…"
Risposta del saggio uomo:
"Mah, il Breil è proprio l'unica cosa che non ti toglierei, tranquilla…"






































postato da casalecchiobardonecchia | 04:17 | commenti (12)


venerdì, aprile 02, 2004

 

L’addetto stampa aveva cominciato a scrivere il comunicato che il sindaco di Casalecchio esigeva da due giorni, ma sul più bello ci ripensò.

Quel giorno erano successe molte cose, quasi tutte degne dell’esclusiva di Tv Sorrisi e Canzoni, che si stava ancora trattando e con un prezzo tutto al rialzo.

Quel giorno Sfirziola era partita per la convalescenza a Porretta. Le Pie Donne della Casa avevano dato fondo ai loro risparmi con l’intento di regalarle un soggiorno a Saturnia se i Maschi Spilorci le avessero imitate, come evidentemente non fu; anzi, Casalcrudo - in uno dei suoi dotti slanci - puntualizzò che dal XVI al XVIII secolo si sviluppa il metodo sperimentale che, con l'Illuminismo, invade tutti i campi del sapere e si riflette sulle conoscenze più o meno empiriche che allora si avevano sulle acque minerali e sul loro meccanismo d'azione, ma che soprattutto a Porretta Susanna Tamaro ha ambientato parte sostanziosa di “Va dove ti porta il cuore”, il libro che lui tiene sempre sotto il cuscino.

Quel giorno il MaggiorCato si abbandonò agli stravizi da libera uscita, dopo aver letto che Tremonti annunciava un taglio del 30% sul colesterolo, seguito a ruota alquanto libera dall’ Avv. Sguattero, informato della grazia ai trigliceridi da Castelli in persona.

Quel giorno Casalblanco… eh, Casablanco era ancora al confino, eppoi va bene che vorreste sapere di Casablanco, ma se lo dico qua, TV Sorrisi e Canzoni che me la pagherebbe a fare l’esclusiva?

Quel giorno un’auto di grossa cilindrata sequestrò Casalmix e potete immaginare la sua sorpresa quando si trovò a tu per tu con LaTizia Mo’Gratti e potete immaginare la nostra sorpresa quando tornò a Casalecchio tanto provato quanto euforico per l’inserimento dei Proverbia quae dicuntur super natura CasalecchioBardonecchiarum nei programmi ministeriali delle scuole di ogni ordine e grado.

Poi quel giorno CasalGallo (che è sempre CasalCrudo) festeggiò 100 post.

Poi quel giorno CasalBad fu… speciale.

E chissà se qualcuno pensò che per sorridere non è necessaria una ragione e c’è sempre un gioco ancora da fare… ‘cause life is beautiful that way, cin cin.

 

Non vi commuovete, adesso, ricordatevi che siamo sempre a Casalecchio.

 

 

 

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giovedì, aprile 01, 2004

DIALOGO DI UMBERTO ECO E CASALECCHIOBARDONECCHIA

 

CASALECCHIOBARDONECCHIA: Bella notte, vero… quante stelle.

ECO: Sarebbe più bella se fossimo sicuri che non esistessero impostori piuttosto presuntuosi come gli abitanti di questa catapecchia… e poi che cosa sta a significare tutta questa confusione?

CASAL.: Mmh… abbiamo dei problemi con la servitù, la cameriera è in una specie di sciopero bianco.

ECO: Tu non esisti.

CASAL.: Chi, io?

ECO: Sì, sì, CasalecchioBardonecchia non esiste.

CASAL.: Ah ah ah!

ECO: C’è poco da ridere.

CASAL.: Noi esistiamo. Le racconto una storia. Il nostro trisnonno CasalecchioBardonecchiaRisorgimentale ha suggerito la teoria della mente federativa o modulare di Alfred Binet. Lei certamente la conosce. Ognuno è una sorta di federazione di anime che danno luogo a un’unità inquieta: volta per volta un’anima prende il sopravvento su un’altra e così si determina l’identità di quel dato momento. Gliel’ha suggerita rivolgendosi a lui, Binet fu impressionato dall’evidenza della complessità del trisnonno, lo studiò e ne ricavò un paradigma umano. Altro che non esistiamo… Non solo: il trisnonno era così intelligente che Binet lo sottopose a un test per misurargliela, saltarono tutti i parametri e Binet se ne inventò di nuovi, che sono alla base di tutti i modelli successivi. Il trisnonno aveva 126 anni, l’aiuto fra le diverse anime confederate era tale che tutte insieme solidali si allungavano la vita.

ECO: Nel 1902 Binet elaborò i suoi test insieme a Theodore Simon. Lei mente, come tutte le cose false lei mente.

CASAL.: Era il 1905, pubblicarono Méthodes nouvelles pour le diagnostic du niveau intellectuel des anormaux nella “Année Psycologique” n.11, pagine 191-244. Lei non può sapere che sotto il nome di Simon c’era in realtà mio trisnonno.

ECO: È da escludere, ciò che io non so non esiste.

CASAL.: Eh?

ECO: Se io non so una cosa, è perché la cosa stessa non esiste. Non è data alternativa. Un’altra possibilità è che sia stata inventata in un mio romanzo o in un mio corso universitario di estetica.

CASAL.: Boh…

ECO: Una vaga parvenza di esistenza se l’ha scritta Crepet, ma lui le cose che sa se l’è inventate tutte.

CASAL.: Questo è vero.

ECO: Che ne sa lei di cosa è vero.

CASAL.: Dai basta, non litighiamo come i bambini.

ECO: Lei non esiste.

CASAL.: Ancora? Dai, basta… Cioè, e lei è venuto qua a Casalecchio per questo po’ po’ di rivelazione… contento lei… io, però, stavo mangiando i profiteroles con i miei amici, di là, poi devo fare una telefonata, devo dire delle cose a Sfirziola… poi ho avuto una giornata pesante, a mezzogiorno mi hanno schiacciato le noccioline… al prontosoccorso c’era un medico che m’ha dato della morfina… c’ho ancora un pacco di temi da correggere… poi ci si mette anche lei…

ECO: Non so nemmeno cosa mi fa stare qui a trattare con chi ha una vita tanto ignobile.

CASAL.: Vede che non lo sa neanche lei? Poi si ripete sempre… un Eco è un Eco è un Eco è un Eco…

ECO: Siamo nudi nomi…

CASAL.: Io non volevo arrivare a tanto, ma l’ha voluto lei… Eco, lei non esiste.

ECO: No?

CASAL.: Già, venga a mangiare due profiteroles per tirarsi su… Lo sa che mio trisnonno ha anche inventato i test di Rorschach? Sa quelli delle macchie d’inchiostro nel foglio piegato in due, con le due parti simmetriche…

ECO: Ah, sì, ci ho scritto un saggio quand’ero in seconda elementare… li ha inventati nel 1919…

CASAL.: No, no, nel 1921.. su, senta che buono, c’è la panna fresca fresca…

postato da casalecchiobardonecchia | 23:00 | commenti (13)

Oggi alle ore 10.00, dopo colazione, tutti i maschi della casa metteranno le palle nello schiaccianoci. L'urlo unanime dovrebbe essere udito in tutta Splinderlandia.

postato da casalecchiobardonecchia | 08:49 | commenti (54)

Molti pazzi, una sola firma. Appena nato e già un cult (ora come ora, qui si commenta a capocchia, poi si vedrà).